Quanto viene narrato nel Vangelo ci facilita la comprensione del poter e dover vivere bene; il figliol prodigo dopo che ebbe speso tutto, rimasto solo, senza famiglia, senza amici e affamato, rientrò in sé…, e…, e… fu festa….
Rientrò in sé, perché era andato fuori di testa, per combinare ciò che aveva fatto.
Stava bene e aveva una famiglia, un papà che gli voleva bene; non era un papà autoritario, tanto che, stando ancora in vita, diede al figlio l’eredità che gli sarebbe spettata solo alla morte del genitore; e seppur dispiaciuto, il papà gli diede l’eredità e lo lasciò partire. Questo figlio stava bene a casa da ogni punto di vista, ma volle andar via e vivere sperperando tutti i suoi averi. In una situazione quasi drammatica, ragionando tra sé, si disse: Ma cosa ho fatto…?! A casa di mio padre …., anche i garzoni stanno bene…, ed io qui muoio di fame…; tornerò a casa …!
Ritornò e fu festa…! Dobbiamo salvaguardare i nostri rapporti umani interpersonali, familiari e comunitari. Convincerci che vale la pena vivere bene ed aiutare gli altri a fare altrettanto; nel caso di errori, riconoscere il male fatto, ritornare sulla retta via, essere accolti ed accogliere. Incanalare la propria esistenza in comportamenti discutibili si sta tutti male. Chi naviga nella malavita ha palazzi ma non li abita, ha soldi e non se li gode, dubita di tutti e di tutto, non ha amici, non ha gioia.
È possibile però cambiar vita; sarà anche da regolare i conti con la giustizia, ma la stessa giustizia verrà incontro, riconoscendo tutte le attenuanti. È possibile ricominciare una vita più dignitosa e far tornare la nostra terra ad un giardino; fare in modo che questa valle di lacrime, in cui stiamo vivendo, il male fatto, rimanga solo un lontano, spiacevole ricordo. “A casa di mio Padre c’è pane in abbondanza ed io qui muoio di fame …; tornerò a casa …”. Fede e vita non vanno mai disgiunte: Riconoscendoci per quelli che siamo, peccatori, e Dio, per quello che è, buono e misericordioso, come quel giorno il figliol prodigo torneremo a casa e ritroveremo la bellezza della vita, la gioia della famiglia e dell’amicizia, la gioia di figli e di fratelli. Per tutto questo non si può non essere contenti. Ci auguriamo che tutti i responsabili di quanto è avvenuto in Ucraina , in Israele e in Palestina e in altre parti del mondo per non aver fatto le cose giuste in questi decenni chiedano perdono all’intera umanità e permettano una vita dignitosa a ciascuno e a tutti.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, Francavilla al Mare
IV Dom. di Quaresima (anno liturgico C. Per non sciupare o rovinare la vita propria e degli altri…
Aspetto
- Font Size
- Default
- Modo Lettura