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Mon, Jul

XIV Domenica ordinaria (anno liturgico B) accogliere la verità sempre e dovunque

Il Vangelo della Domenica
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    Si verifica spesso uno strano atteggiamento da parte nostra, o almeno da parte di alcuni di noi, nei riguardi della conoscenza e accoglienza della verità. Ci si rinchiude in se stessi, non si ascolta gli altri, ci si atteggia a “saputelli” su tutto. Quasi si ha fastidio ad essere benvoluti ed aiutati. Si è verificato tutto questo nei riguardi di Gesù e del suo messaggio da parte dei suoi concittadini. L’episodio del ritorno di Gesù a Nazareth possiamo vederlo come una rappresentazione scenica di quanto stiamo dicendo. Gesù ritorna al suo paese dove tutti lo conoscono e nella sinagoga, dopo la proclamazione della Parola di Dio, come tutti i Rabbini si mette a insegnare.    Gesù si meraviglia della incredulità degli ascoltatori.                   Cerchiamo di vedere alcune motivazioni di tale rifiuto.  Non si accetta Gesù anzitutto perché difronte alla sua grande sapienza e alla verità che proclama necessita la conversione; non è più tempo di continuare a fare come si è sempre fatto, pensarla sempre allo stesso modo.  Era per loro fastidioso, e ancor di più, che tale insegnamento così importante provenisse da una persona tanto comune, che aveva lavorato come tutti e con alcuni di loro era anche imparentato. Non ci si rassegnava inoltre che un Dio si fosse fatto uomo e che si abbassasse fino a tanto. Ad essere sinceri anche noi ci comportiamo come i Nazarethani quando ad esempio di fronte ai sette Sacramenti della Chiesa stentiamo a credere che nelle forme e nei modi a noi più familiari ci venga incontro Gesù per illuminarci, per aiutarci.  Ci comportiamo come i Nazarethani quando pretendiamo un Dio diverso da quello che ci ha rivelato Gesù, che intervenga in ogni situazione difficile, o ci rifiutiamo di credere in Dio perché non è intervenuto ad impedire tante tragedie.  Anche Giovanni Battista dovette correggere l’idea che si era fatto del Messia che, alla sua venuta, col male avrebbe eliminato anche il malfattore non convertito. Gesù invece si rivela Dio paziente, che non si stanca di attendere il figliol prodigo che ritorni alla casa paterna; e rivela anche che la giustizia piena sarà fatta nella nostra esistenza dopo la morte. Una delle grandi conversioni della storia è stata quella dell’apostolo Paolo che da persecutore dei cristiani è divenuto l’innamorato di Cristo e suo apostolo presso le genti.  In conclusione dobbiamo avere mente aperta per riconoscere la verità e  cuore sensibile per accoglierla. Non dobbiamo fermarci a considerare la cornice, ma ammirare il quadro nella sua bellezza. Dobbiamo dissetarci all’acqua pura e non avvelenarci a quella putrida delle pozzanghere. Gesù è stato e rimane l’acqua viva che disseta e lava da ogni colpa, è la verità che ci fa liberi e ci salva.                       

      Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate