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Thu, Apr

Il Vangelo della domenica. XXX Domenica (Anno liturgico A) Perché amare …….

Il Vangelo della Domenica
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Chiedere a Gesù “Qual è il Comandamento più grande…?” da parte dei Farisei, perché era tentare e mettere alla prova Gesù?
Perché avrebbe potuto dare risposte che non vedevano rispettate le tradizioni dei loro padri, ed essere quindi accusato come “infedele…”.
I Farisei, contestati da Gesù, quali “scribi e farisei ipocriti…”, erano quelli che si atteggiavano a possessori di tutta la verità, riluttanti a qualsiasi cambiamento di mente, di cuore e di azione.
Quei Farisei si erano dati tante regole, ed esteriormente ne osservavano molte, ma non amavano e non si lasciavano amare, trascuravano la giustizia e ciò che è veramente importante.
Gesù più volte addita i bambini a modello per entrare nel Regno dei cieli, perché i bambini hanno bisogno degli adulti, hanno bisogno di essere amati e di amare.
L’amore è innato in noi, fa parte del nostro essere, di come siamo strutturati.
Nessuno si è fatto da solo; siamo venuti al mondo perché c’è stato papà e mamma. Alla nascita qualcuno si è preso cura di noi, altrimenti non saremmo sopravvissuti. Si cresce e si vive meglio nella misura in cui si è amati e si ama. L’amore è la legge fondamentale dell’esistenza; non si può vivere senza un perché e senza un per chi….
A volte relativizziamo tutto, anche le leggi fondamentali del nostro essere, le cosiddette leggi naturali. Si agisce condizionati dallo stato psicologico e da situazioni particolari e si dice: “lo faccio se mi sento”, “se mi va”, “quando mi va”. E di conseguenza le cose non andranno bene.
Per Gesù c’è una sola legge, quella dell’amore, da cui scaturiscono tutte le altre; perché se si ama, si fa solo del bene e si vive meglio.
L’amore salva chi ama e aiuta a migliorarsi chi si sente amato.
L’amore trasforma la nostra vita molto più di tante leggi, prescrizioni, calcoli, dubbi e rassegnazioni.
Dobbiamo confessarlo: siamo alquanto analfabeti in questo campo. Dobbiamo andare a scuola del “VOLER BENE”, “ti voglio bene”, “voglio il tuo bene”, che poi è anche il mio bene.
Chi ama non fa del male a nessuno, tanto meno alle persone indifese.
“Ama e fa’ ciò che vuoi”, diceva S. Agostino. Chi ama ha adempiuto la legge, perché “fare…” e “non fare…” scaturiscono dall’amore.
Aver conosciuto Dio e amarlo ci fa amare di più noi stessi e gli altri, quali suoi figli e fratelli tra di noi, con la prospettiva di una vita bella oltre la morte, come è già per Gesù risorto.
Gesù, che ci ha amato fino ad affrontare la morte in croce, ci è vero maestro e modello in tutto.
L’apostolo Paolo loda i Tessalonicesi che vivevano a questa scuola.
“O Dio, donaci un cuore libero da tutti gli idoli per amare te e il prossimo secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del comandamento nuovo l’unica legge della vita”.

Nicola Fiscante, sacerdote, San Sperate