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17
Fri, Apr

Il vangelo della domenica. XIX Domenica (anno liturgico A) Gesù, dove sei …? Salvaci …

Il Vangelo della Domenica
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Da bambini e al Catechismo della 1a Comunione ci è stato insegnato che Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo. Il poeta Pietro Metastasio scriveva: “Ovunque il guardo giro, immenso Dio, ti vedo; nell’opere tue t’ammiro, ti riconosco in me. La terra, il mar, le sfere parlan del tuo potere, Tu sei presente in tutto, ma di più lo sei in me”.
Creazione e Redenzione Quante volte, contemplando le meraviglie della natura …, e di fronte a gesti di bontà, di amicizia, di amore, di fronte a capolavori architettonici, letterari, musicali, riconosciamo che: O c’è Dio…, o la natura è divina…; e l’uomo è il capolavoro in quest’universo. Avendo conosciuto Gesù, diciamo con più convinzione e con immensa gioia che Dio è all’origine di tutto, ci parla attraverso il creato, ci parla ed agisce nella voce della nostra coscienza, nella parola del Vangelo e nei vari Sacramenti. Ci giova, e risulta perfino una necessità, fermarci spesso a riflettere, contemplare, rilassarci difronte alla gerarchia dei valori della vita e alle cause di disagi ed eventuali drammi.
Le difficoltà della vita Ci sono momenti e situazioni di dolore, di ingiustizie, di palese cattiveria in cui, come i discepoli quella notte, ci sentiamo in balia delle onde e ci viene da gridare: Gesù, dove sei? Facciamo naufragio! Signore, salvaci! Siamo perduti!
Gesù Salvatore Riflettendo, parlando, pregando, ci sentiamo rassicurati da Gesù, ancora come quella notte i discepoli: Ci sono Io …; non abbiate paura …! Potrà accadere che si rinnovi il dramma del Venerdì Santo …, ma, per nostra somma fortuna, c’è il mattino di Pasqua con il sopravvento della vita, della verità e del vero bene. Perciò, nonostante tutte le tempeste della vita, e ciascuno di noi ne ha da raccontare, Gesù è il nostro Salvatore
In conclusione Nella storia della Chiesa e dell’umanità possiamo ben riconoscere la presenza e l’intervento di Dio in eventi straordinari e nell’ordinarietà delle cose, sempre come presenza amorevole per risolvere al meglio ogni situazione del nostro vivere e morire. Certi di queste verità, pur nelle gravi e diverse difficoltà, vinceremo la tentazione di “perdere la fede”, e concluderemo la nostra giornata come amava fare il santo papa Giovanni XXIII: “Signore, lo so che Tu ci sei…; e Tu lo sai che io ci sono…”. E saremo un po' più sereni …! Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,