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17
Fri, Apr

XIV Domenica (Anno liturgico A) Chi siamo ...; di chi … e di che … abbiamo bisogno

Il Vangelo della Domenica
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Il Vangelo di questa Domenica ci ricorda gli atteggiamenti che ogni credente, ed ogni uomo e donna al mondo, dovrebbero avere indipendentemente dalla propria fede religiosa e dall’ideologia politica. “Piccolo” è chi riconosce i propri limiti, la propria fragilità, oltre a ciò che è di meraviglioso, e sente di aver bisogno di qualcuno e … di Dio. Il brano evangelico, se parla con un certo disappunto dei “colti e intelligenti”, non si riferisce a coloro che con fatica cercano la verità e il miglioramento delle condizioni di vita personale e collettiva; tutt’altro! Si intende quell’atteggiamento che hanno gli scribi e i farisei, che pensano, o vogliono far credere, di sapere tutto, di essere con la coscienza a posto anche dinanzi a Dio e di non aver bisogno di nessuno. All’autosufficienza per di più uniscono il disprezzo degli altri, come Gesù ben ci illustra nella parabola de “Il Fariseo e il pubblicano” e in vari altri discorsi. Leggiamo ancora nel Vangelo: “Signore, abbi misericordia di me peccatore”; “Signore, io credo, ma aumenta la mia fede”; “Signore, se vuoi puoi guarirmi”. È a uomini e donne come questi che Gesù dice: “Voi tutti che siete affaticati e oppressi, venite a me, ed io vi ristorerò”. Gesù, quale amico buono e sincero, chiama a sé tutti coloro che sono affaticati e appesantiti dalle difficoltà della vita: le folle prive di speranza, oppresse dallo strapotere dei ricchi, colpite dalla violenza della guerra, dalla fame, dall’ingiustizia, dalla malattia. Sì, per tutti costoro oggi risuonano le parole: “Venite a me, ed io vi darò ristoro”.
Riposarsi, nutrirsi della parola di Gesù
Si comprende perché il giogo di Gesù è dolce e leggero, a differenza di quello dei farisei duro e insopportabile. Perciò Gesù aggiunge: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Imparare da Lui, divenire suoi discepoli significa avere il suo spirito, impegnandoci perché ci sia giustizia per tutti e cancellata ogni forma di violenza. Il nostro impegno con l’aiuto che il vero Dio non ci farà mancare miglioreranno le sorti di questa nostra società.
Con Gesù diremo: “Ti benedico, o Padre …” !

Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate