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17
Fri, Apr

RIFLESSIONI. Rimani con noi, Signore. Si fa sera. (di Franco Perella

Il Vangelo della Domenica
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«Bisogna che il Figlio dell'uomo soffra molte cose e sia respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, sia ucciso … e risusciti il terzo giorno.”
Le affermazioni di Gesù scandalizzarono e suscitarono viva protesta da parte di Pietro, in maniera particolare.
- Questo mai succederà! Noi non lo permetteremo!
Senz’altro erano sinceri quando, baldanzosi, si sentivano pronti a combattere e dare la vita per il loro Maestro … “lo spirito è forte ma la carne è debole!”.
Nel giro di poche ore, apostoli e discepoli, si dispersero alla vista di Gesù condannato, flagellato, picchiato, dileggiato, appeso ad una croce … morto e sepolto.
Ai piedi del patibolo, a morire con lui, la Madre, Giovanni il più giovane degli apostoli, l’adultera Maria di Magdala, Maria di Cleofa, il centurione romano con i suoi soldati, ai lati due giovani ladri condannati anch’essi alla crocifissione. Più in là alcuni scribi e farisei, detentori della legge, beffardi: “Ehi tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo riedifichi, scendi ora dalla croce!”
Con le ultime forze, fra i tormenti propri di chi muore inchiodato su una croce, uno sguardo pietoso verso la Madre, una raccomandazione all’amico che non lo ha tradito, una certezza di vita al giovane ladro “pentito” …
- Tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito.
Si fece buio su tutta la terra … Solo un pagano, il centurione romano, pronunciò il primo atto di fede: “Veramente costui è Figlio di Dio!”
In fretta, calato dalla croce, venne sepolto nella tomba di un amico.
Aveva affermato che al terzo giorno dalla morte, sarebbe risorto, ma neppure gli apostoli ci credevano. Era tutto finito. Con la tristezza nel cuore e pieni di paura gli apostoli si erano trincerati, porte e finestre sprangate, nel cenacolo.
Lungo la strada che conduce ad Emmaus, due discepoli, circospetti e con passo svelto, si allontanavano da Gerusalemme. Avevano creduto nel Gesù di Nazareth tanto da rimanerne affascinati … Ora, con il cuore stretto dalla delusione, quello che avevano chiamato “Maestro” non appariva nient’altro che un miraggio nell’immensità del deserto.
E’ facile credere quando vieni sospinto dall’entusiasmo e tutto ti parla di vita, di trionfo …
Gesù non è un orpello, un abito da cambiare e rimodellare a secondo dei capricci teologici, liturgici e legalisti, delle politiche e dell’arte del momento …
- Perché così tristi?!
Un altro viandante si fa dappresso ai due discepoli che non esitano ad aprirgli il cuore: quella voce era già nella loro mente, nel loro essere … ma solamente una volta a tavola per consumare la cena, riconoscono Gesù, proprio nella preghiera di benedizione e nello spezzare il pane.
- Rimani con noi, Signore! Si fa sera e la notte avanza!
Ma Gesù non calcherà più le nostre strade. Quasi correndo ripercorrono il tratto che li separa da Gerusalemme: il Signore, il Maestro è apparso, ha mangiato con loro … è risorto!
No, non tengono per sè l’accaduto: anche gli altri devono sapere e gioire: Gesù è vivo. Penso ai giovani che riceveranno l’ordine sacro del Sacerdozio nei prossimi mesi. Che festa! Il popolo cristiano gioirà: baceranno le loro mani che si leveranno a benedire, ad assolvere dai peccati, a spezzare l’Eucarestia, il Pane di Vita.
Potrà succedere anche a te, come ai discepoli di Emmaus, di essere triste, deluso … : lo so, ti hanno sempre parlato della grandezza del Sacerdozio ma poco o nulla sulla realtà che la Chiesa è formata da peccatori e che il suo maggior peccato è l’individualismo, la ricerca dello star bene e dei privilegi che non fanno altro che allontanarti dalla gente comune e in maniera particolare dagli ultimi.
Le difficoltà personali provenienti dalla Legge di Natura!? Il Sacerdozio non agisce da paravento. E allora!? Sii sincero con te stesso, non aggirare gli ostacoli attraverso sotterfugi e, nell’ora del dubbio e della solitudine, grida dal profondo del tuo essere:
“Rimani con me , Signore! La notte e il buio avanzano!”

Franco Perella