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Fri, Apr

IV Domenica di Pasqua (Anno liturgico A. Di Gesù ci si può fidare…

Il Vangelo della Domenica
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Noi e la morte di Gesù …“Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore quel Gesù che voi avete crocifisso". L'apostolo Pietro si rivolge a tutti coloro che erano presenti a Gerusalemme: Ebrei, Arabi, Greci, Romani; nessuno di loro si era opposto all'ingiustizia che si stava perpetrando contro quel giusto il Venerdì Santo. Tutti erano stati corresponsabili; chi per tradimento, chi per sete di potere, chi per paura, chi per indifferenza. Nostra è anche la colpevolezza per la morte di quel giusto, allorché siamo responsabili della sofferenza e morte di tanti giusti dei nostri giorni. Gli ascoltatori di Pietro "si sentirono trafiggere il cuore" e, pentiti, si fecero battezzare. Gesù risorto e noi … Il Risorto chiama per nome Maria, mentre sta piangendo davanti al sepolcro vuoto, e le dice di portare ai discepoli la bella notizia della risurrezione; chiama per nome Tommaso esortandolo a non essere più incredulo ma credente; chiede a Pietro per tre volte " mi vuoi bene?" per affidargli la Chiesa nascente. La voce di Gesù non è una voce estranea, è la voce dell'amico che ci vuole davvero bene. Egli cammina innanzi a noi e ci porta verso pascoli ubertosi perché abbiamo vita e l'abbiamo in abbondanza. Chi seguirà Lui "non soffrirà più la fame, non soffrirà più la sete". Se vivremo secondo il suo insegnamento non avremo più guerre e guerriglie e malefatte frutto di ignoranza, cattiveria e stupidità umana. Dobbiamo avere il coraggio di proclamare ai quattro venti la verità del comune impegno per il rispetto e la promozione della dignità umana di ogni persona e di tutti i popoli, senza rifugiarsi nel buonismo del “politicamente corretto”, e del “chiunque la pensa a suo modo”. La nostra vocazione Comprendiamo più facilmente il significato di alcune espressioni ed immagini adoperate da Gesù per descrivere la nostra realtà: “Vi farò pescatori di uomini”, e “Io sono il Pastore buono”. Gesù non è il pescatore “scaltro” che ci fa abboccare all’amo, ma ci salva da un possibile naufragio. Egli è il pastore che ha cura e nutre le sue pecorelle perché stiano bene e si stia tutti meglio. Celebrando la giornata mondiale delle vocazioni auguriamo e preghiamo perché tutti ci mettiamo in questa linea. La fede nella risurrezione di Gesù e della sua presenza tra noi ci è di coraggio allorché con anche il mare in tempesta intravediamo possibili orizzonti più luminosi. Sia così per noi e per tutti.

Padre Nicola Fiscante, Redentorista, San Sperate,