Rileggendo la storia di ciascuno di noi, come cittadini e come credenti in Dio, riconosciamo di aver operato cose belle, di aver commessi errori, aver mormorato a sproposito, e fatte cose meravigliose. Chi ha conosciuto Dio ne avverte la sua presenza e i vari suoi interventi. La storia del popolo d’Israele è la nostra storia, la storia dell’umanità e della Chiesa. Quanto cammino abbiamo fatto, tra alterne vicende, per avanzare verso la terra promessa nel riconoscere e vivere i valori di pari dignità degli esseri umani, nell’agire con professionalità in ogni settore del nostro vivere per il bene di ciascuno e di tutti, per il bene comune! Tra i vari personaggi della storia Gesù, anche per chi non crede nell’eternità, è il vero e grande maestro di vita. Si nasce con il gusto e l’appetito, la fame e la sete per nutrirci, e in tanti riescono a soddisfare queste prime, naturali, indispensabili esigenze. Il “non di solo pane vive l’uomo”, divenuto proverbiale, esprime però la bellezza, la ricchezza, la complessità del nostro essere. Ci è connaturale aver fame e sete di verità, di giustizia, di bontà, di amicizia, di amore, di eternità. Non è possibile che la nostra esistenza termini con il “venerdì santo”; fosse così, il male l’avrebbe avuta vinta sul bene. Per tanti filosofi e teologi, essendo innate in noi queste esigenze profonde, come la fame e la sete, sarebbe ciò ragione sufficiente per proclamarne la reale esistenza oltre la nostra vita terrena. Per alimentare ulteriormente la nostra fiducia nel bene e in un migliore avvenire ci vengono in aiuto le riflessioni dell’apostolo Paolo: Abbiamo speranza perché grande è stato l’amore di Dio per noi; dopo che Egli ci aveva creato in modo mirabile, avendo compassione di noi per tutti i mali dell’umanità, ha voluto ricrearci facendosi uomo in Gesù, pur sapendo che lo avremmo fatto morire sulla Croce. Siamo davvero qualcosa di grande, di prezioso per meritarci tutto questo da Dio. Mettendocela tutta progrediremo nella conoscenza della verità, opereremo meglio e avremo giorni e anni migliori. Avendo conosciuto qualcosa di più e di meglio, faremo come quel giorno la Samaritana e i suoi concittadini, ne parleremo agli altri, perché il bene porta bene. Saranno con noi il Signore, la Madonna Santissima e i nostri Santi.
Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate