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Fri, Apr

II Dom. di Quaresima (Anno liturgico C). Quasi non ci si riconosce…

Il Vangelo della Domenica
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Salire sul monte Appartarsi, uscire dal tran tran quotidiano, per poter più facilmente pensare, percepire altre voci, vedere meglio, più lontano, e agire di conseguenza. La Trasfigurazione di Gesù Gesù si trasfigura e il suo volto brilla più del sole; non è una luce riflessa, è Lui stesso la luce; un volto bellissimo! È il più bello tra i figli degli uomini! Ricordiamolo bene, perché il Venerdì Santo Gesù non avrà più l’aspetto di un uomo per come glie lo avranno sfigurato. Gesù è il Figlio di Dio, il Figlio prediletto del Padre, come già fu proclamato al battesimo al Giordano e ribadito sul Tabor, che noi dovremmo “ASCOLTARE”. Gesù non è un sovrappiù per noi Dei sedicenti figli di Abramo e discepoli di Mosè vengono rimproverati dall’apostolo Paolo perché nemici della croce di Cristo in quanto ritenevano che non c’era alcun bisogno di Gesù Cristo per salvarsi. Abramo e Mosè invece operano tutto in vista del Messia, di Gesù Cristo Salvatore. Abramo ha vissuto l’alleanza di Dio con il suo popolo e con l’intera umanità. Secondo un rituale del tempo quando dei sovrani stipulavano un patto uccidevano degli animali e li spaccavano in due; poi vi passavano in mezzo, segno che chi avesse rotto l’alleanza sarebbe finito come quegli animali. Questa volta l’alleanza è stipulata solo da Dio, e soltanto Lui potrebbe passare tra gli animali e rimanere illeso, perché mai Dio sarebbe venuto meno all’Alleanza con noi. Gli uccelli rapaci, che Abramo vede piombare sugli animali uccisi e lui che li scaccia, stanno a significare le varie prove che il popolo sopporterà e la liberazione. La nostra Trasfigurazione Dopo quanto andiamo riflettendo viene spontaneo pensare a questa nostra umanità. Con mente e cuore, con fede e ragione, operando bene ed evitando il male, sarebbe dovuto essere tutta una meraviglia. Invece leggendo la storia e, quasi increduli per ciò che ancora è oggi sotto i nostri occhi, viene da ripetere quanto scriveva Primo Levi: “Se questo è un uomo”. “Se questo è un uomo” per come le vittime sono ridotte dagli oppressori, e “Se questo è un uomo” a cosa si riducono i violenti, abdicando a mente e cuore. Rientrando in noi stessi, ascoltando la Parola di Dio e mediante i Sacramenti, possiamo morire all’uomo vecchio di peccato e rinascere “creature nuove” nella giustizia e santità, splendendo di bellezza. Sarà la nostra trasfigurazione.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,