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17
Fri, Apr

VIII Domenica ordinaria (anno liturgico C) I veri maestri

Il Vangelo della Domenica
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Tante persone smarrite han perso ogni punto di riferimento.In tanti si improvvisano maestri nei diversi ambiti del nostro vivere, senza uno studio serio, approfondito, solo per aver letto un articolo di giornale, per aver sentito degli “improvvisati esperti” di medicina, chimica, fisica, antropologia, teologia, storia e quant’altro. È doveroso quindi riconoscere la superficialità e addirittura l’insensatezza di chi pretende dare consigli con una autorevolezza da nessun punto di vista giustificata. “Ciechi che guidano altri ciechi”, lamentava Gesù. E che dire di chi “smarrito” va a consultare oroscopi, si rivolge a chiromanti, cartomanti e visionari?! Gesù col suo comportamento e la sua parola può illuminarci e dissipare dubbi e incertezze che tutti prima o poi sperimentiamo. Gesù “Maestro” ci avverte che prima di correggere gli altri dobbiamo impegnarci a correggere noi stessi per essere credibili. Facciamo esperienza che si insegna e si ottiene più con l’esempio, con la propria testimonianza, che con le parole e i rimproveri. S. Antonio di Padova, il santo dei miracoli, diceva: Parliamo efficacemente di giustizia se noi siamo onesti, parliamo efficacemente di verità e di amicizia se noi siamo sinceri. Conta molto quello che si è, più che quello che si dice. Al riguardo è molto espressivo il paragone con l’albero che ha solo foglie e l’albero con foglie e frutto. Dalle vostre opere, diceva ancora Gesù, vi riconosceranno per miei discepoli. Si è credibili se la parola è conforme alla vita e viceversa, perché è la stessa vita a parlare. Riporto un episodio molto significativo di Mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra nel Casertano e prima parroco nella Valle del Belice in Sicilia dopo il terremoto del 1968. Conosciuto e molto stimato per aver combattuto la corruzione, la mafia, la camorra, dialogando con i malviventi, incontrando i carcerati. Una sera giunse, completamente afono, ad un dibattito con i giovani in una parrocchia. Aveva cercato di annullare l'incontro ma non fu possibile. Al momento di prendere la parola davanti a più di mille giovani si trovò con il silenzio in bocca. I giovani compresero il suo dramma ed uno di loro si alzò, andò al microfono e così espresse il sentimento di tutti: "Don Antonio, non è necessario che tu parli, basta che tu ci sia". Papa Giovanni Paolo II negli ultimi tempi non riusciva più a parlare per la sua malattia, ma ugualmente si affacciava alla finestra la Domenica per salutare e benedire, e si presentava in altre occasioni. La sua figura, il come guardava, il suo atteggiamento erano ben più che un suo discorso. O Dio, aiutaci ad essere operatorinstancabili di verità, di bontà e di pace.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate