Gesù proclamando le beatitudini non intende parlar male della ricchezza, del benessere e quant’altro ci procura piacere, ma avverte che chi sta bene potrebbe correre il rischio di sottovalutare chi è in difficoltà e non si impegni a che nel mondo si salvaguardi la dignità, la libertà e la giustizia per tutti. Vediamo le beatitudini nel vivere quotidiano
I poveri in spirito: Sono coloro che vivono nella sobrietà e sanno godere delle piccole e grandi cose.
Gli afflitti: quelli che sanno piangere con chi piange, non scappano dinanzi al dolore, sanno vedere le tante esigenze altrui.
I miti: quelli che hanno un cuore paziente e non rispondono al male col male.
I misericordiosi: quelli che sanno ricevere e dare, che non misurano l’amore col bilancino.
I puri di cuore: i buoni, i senza malizia, coloro che vedono il bello e il buono in tutto ciò che esiste, come Dio ci ha creati.
I perseguitati a causa della giustizia: coloro che non sopportano che l’ingiustizia la faccia da padrona; coloro che non si rassegnano alla cattiveria.
In conclusione, vivere adoperandoci perché il vero bene si estenda a tutti, con la certezza di una vita bella per l’eternità.
Vogliamo così pregare: O Dio, spezza il giogo della violenza e dell’egoismo; fa’ che ci riconosciamo e viviamo da fratelli e costruiamo un’umanità rinnovata nel tuo amore.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate