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02
Tue, Jun

IV Domenica ordinaria (anno liturgico C) Proclamare la verità, non lasciandoci condizionare

Il Vangelo della Domenica
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Proclamare la verità, non lasciandoci condizionare Gesù di fronte all’incredulità della sua gente, dei suoi compaesani, per la durezza del loro cuore, si indigna, si rattrista e, non lasciandosi affatto condizionare, continua imperterrito la sua opera. I Giudei si aspettavano un Messia diverso, potente, che li avrebbe liberati dai Romani; di Gesù invece conoscevano l’umile provenienza, e non potevano accettare l’idea di un Dio così umano. Gesù però fermamente proclama la verità fino all’ultimo giorno, il venerdì santo, allorché afferma di essere nato per servire la verità, perché la verità ci fa liberi, la verità su Dio e la verità sull’uomo.Anche a Geremia le cose non erano andate diversamente. Il popolo avrebbe voluto che il profeta predicasse che c’era pace, che tutto andava bene; e pace non c’era e bene non era. “Per amore del mio popolo, non tacerò”, aveva affermato anche il profeta Isaia. Non si ha vero amore per nessuno se non c’è verità. Amore nella verità, o verità con amore, se si vuole il bene per ciascuno e per tutti; non ci sono atre vie, o altri mezzi. Papa Benedetto XVI nel 2009 ha scritto l’enciclica già dal titolo molto espressivo “Caritas in veritate”. Battersi per la giustizia a tutti i costi, potrebbe apparire un affronto alla serenità e al quieto vivere; proclamando fermamente la verità si potrebbe apparire integralisti, fondamentalisti, tradizionalisti, senza carità, senza misericordia. Da vari anni dominano il relativismo, il buonismo, il politicamente corretto; e tutto ciò “ha fatto tanto male alla società”, ha scritto ancora papa Benedetto. Ci sono troppe cose che non vanno bene; non si può scendere a compromessi con la verità e il bene comune,con una giustizia per tutti e il vero amore. A tale riguardo mi piace riportare una testimonianza di Albert Einstein pubblicata da Time Magazine il 23/12/1940. “Essendo un amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione nazista in Germania, guardai con fiducia alle università sapendo che queste si erano sempre vantate della loro devozione alla causa della verità. Ma le università stettero zitte. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani che in ardenti editoriali proclamavano il loro amore per la libertà. Ma anche loro, come le università si ridussero al silenzio. Solo la Chiesa rimase ferma a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa prima, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l’ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale”. Ringraziamo Gesù e tutti i testimoni della verità e dell’amore.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate