Il profeta Isaia inizia a scrivere la storia del popolo d’Israele nei suoi rapporti con Dio con una amara constatazione; dopo tutto quello che Dio aveva operato con interventi prodigiosi si trova ad avere dal popolo a dir poco misconoscenza: Il bue e l’asino conoscono la propria stalla e il loro padrone, mentre il mio popolo, i miei figli non riconoscono, non comprendono. (Is 1,3) Gli evangelisti non parlano della presenza del bue e dell’asinello alla nascita di Gesù a Betlemme, ma da parte nostra mettere questi animalucci come personaggi del presepe non è fuori posto, né contro la verità storica, e ne vediamo il perché. Oggi, ancor più che al tempo di Isaia, Gesù avrebbe da lamentare: Dopo tutto quello che ho fatto e mi avete fatto, da Dio facendomi uomo, ancora in tanti non mi riconoscete. Con Gesù Cristo ci imbattiamo in avvenimenti storici, “Al tempo di Erode, re della Giudea ….”, e in un personaggio unico …, che nella sua esistenza terrena ha compiuto miracoli. ” Non avevamo visto mai nulla di simile”, dicevano i presenti all’episodio dell’uomo paralizzato che Gesù perdonò per i suoi peccati e all’istante lo guarì, “oggi abbiamo visto cose prodigiose, Dio ha visitato il suo popolo”. (Mc 2,1-12; Mt 9,1-8; Lc 5,17-26) Gesù in altra occasione ebbe a dire: “Le opere che io compio mi danno testimonianza, rivelano chi io sono e che il Padre mi ha mandato”. (Gv 5,36-39) L’evangelista Giovanni scrive: “Dio nessuno l’ha mai visto, il Figlio unigenito ce lo ha rivelato”. (Gv 1,18) Comprendiamo dunque che il cristianesimo prima di essere una dottrina, o una filosofia di vita, è “l’incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. (“Deus caritas est” papa Ratzinger) Quanto più conosciamo Gesù ne rimaniamo affascinati e ci sentiamo di imitarlo e avremo già ora pienezza di vita, pace e gioia, e un giorno l’eternità beata. (cfr. 1Gv 2,6) Fede dunque in Gesù Cristo Abbiamo iniziato la riflessione dicendo che il bue e l’asinello conoscono il padrone e la propria stalla; noi non vogliamo essere da meno. Riconosciamo l’infinito amore di Dio per noi in Gesù che si è fatto uomo; ci uniamo all’immenso coro degli Angeli per benedire e ringraziare: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Gesù con i suoi doni nasca e viva nella mente e nel cuore di ogni uomo e donna al mondo; e tutto sarà più bello; e sarà davvero Natale. Amen.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,