Situazioni di sofferenza per malattie, ingiustizie e violenze varie personali, familiari e sociali sono all’ordine del giorno.Il popolo d’Israele ne ebbe di disavventure e il profeta Baruc invitò a sperare e gioire perché Dio avrebbe operato meraviglie. Dall’esilio si tornerà in patria, sarà ricostruito il Tempio, a tutti i popoli sarà annunciata giustizia e pace. Giovanni Battista predicherà di convertirsi dalle cattiverie e ogni uomo avrebbe visto la salvezza. Gesù è stato l’uomo giusto e santo, modello di una nuova umanità, perché avessimo pienezza di vita e di pace, “perché tu viva a lungo e sia felice”. A ben leggere la storia quindi riconosciamo che quanto era stato predetto in parte si è realizzato. In ogni parte del mondo però in tanti han continuato ad operare male, calpestando la dignità della persona, delle famiglie, di intere popolazioni. Che altro Dio avrebbe dovuto e potuto fare?!C’erano stati i profeti, Gesù aveva inviato gli Apostoli, oggi Gesù ha bisogno di noi suoi discepoli. L’apostolo Paolo pregava per i collaboratori del Vangelo perché crescessero nell’amore e nel discernimento di ciò che è meglio ed essere irreprensibili per l’incontro finale con Gesù. È da valutare con sapienza i beni della terra con la prospettiva dei beni eterni. Vivere facendo del male, chiudere gli occhi dinanzi a quanto Dio ha compiuto, è perdersi in sterili lamenti, è lasciare che questa terra continui ad essere una valle di lacrime. Non si può parlare di Paradiso, di eternità beata, se non si fa nulla per usufruire con sapienza al presente di tutto ciò che è bello e buono, avendo in prospettiva la meta dei beni eterni. Gesù, luce radiosa, sole senza tramonto, rischiara le tenebre nella notte del mondo. Confessiamo la nostra pochezza e preghiamo così: Signore, nostro Dio, alla povertà dei nostri meriti supplisca l’aiuto della tua misericordia. Amen.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate