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17
Fri, Apr

Domenica delle Palme. Inizia la Settimana Santa

Il Vangelo della Domenica
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Inizia la Settimana Santa, detta anche settimana di passione. “santa”, perché al centro c’è Lui, Gesù, il Santo per eccellenza, il Santo di Dio; “di passione”, perché Lui è uomo di passione nel senso più ampio della parola, appassionato d’amore per noi; si è umiliato fino ad affrontare la morte in croce per salvarci. Gesù non ci cambia con una legge, ma con un amore così grande che diventa legge: Amare come ama Lui. Di fronte a Gesù non si può rimanere indifferenti, o neutrali.
Ma perché Gesù è stato condannato? È stato condannato perché si preferiscono le parole alle opere, i sacrifici e i gesti rituali alla verità, alla giustizia, all’amore, alla misericordia; perché si ha paura della verità, di amare come ama Lui; è condannato perché c’è l’idolatria del danaro e del potere, la malizia dei furbi, la diffidenza di molti, la schiavitù delle abitudini e delle tradizioni: “fanno tutti così”, “abbiamo fatto sempre così”. Gesù più volte aveva affermato: vi è stato detto …, ma Io vi dico …! Chi non sceglie la verità e la giustizia, chi non denuncia le ingiustizie, chi non ama è complice del male.
Gesù entra in Gerusalemme, ma desidera entrare in tutte le città del mondo, entrare nella vita degli uomini, per farci uscire dalle varie schiavitù e renderci più umani e solidali.
Il suo volto, mite ed umile, fra 6 giorni sarà quello di un crocifisso; entra in Gerusalemme come re, ma l’unica corona che gli metteranno sul capo sarà una corona di spine; per scettro avrà una canna e per mantello un drappo rosso da burla; oggi palme e ramoscelli d’ulivo in segno di festa, fra qualche giorno nell’orto degli ulivi in preghiera e sudando sangue per l’angoscia della morte.
Solo un Dio poteva vivere e morire così! Lo comprese bene un soldato romano, il Centurione, che, vistolo soffrire e morire così, disse: Veramente quest’uomo era Figlio di Dio! Anche noi vogliamo essere come il Centurione, che riconobbe chi era Gesù; vogliamo essere come Pietro, che pianse il proprio peccato. Stiamo più vicino a Gesù, vogliamogli bene; le cose andranno certamente meglio, ce lo ha assicurato Lui. Risorgeremo anche noi con Lui! Amen.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate