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17
Fri, Apr

VI Domenica ordinaria (anno liturgico b. Non fraintendiamo l’insegnamento di Gesù….

Il Vangelo della Domenica
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A prima vista il comportamento di Gesù dopo aver operato dei miracoli potrebbe apparirci a dir poco strano. Alle persone che hanno beneficiato del prodigio viene intimato di non parlarne in giro; dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci addirittura Gesù fugge perché vogliono rapirlo e farlo “Re”. Gesù non vuole assolutamente che lo si giudichi un guaritore, o che quasi magicamente sia Lui a risolvere i nostri problemi economici. Lui ci indica la via e ci è di modello di comportamento per migliorare le sorti della nostra esistenza, per salvare la nostra vita e salvarla per l’eternità. Lui può fare qualche miracolo, ma siamo noi a vivere amandoci e tenendo ben presente che la vita non finisce il Venerdì santo. Ciò che c’è di bene e di bello nella nostra umanità Dio facendosi uomo l’ha potenziato; ha corretto quanto operiamo di sbagliato, ci perdona allorché riconosciamo i nostri errori. Celebrando anche un 25° anniversario di matrimonio siamo sollecitati ad una ulteriore riflessione. Che nella vita esista qualcosa di bene e di bello nella Bibbia dell’Antico Testamento è scritto: “Agli occhi di Dio e degli uomini 3 sono le cose più belle. 1) Moglie e marito in perfetto accordo; 2) l’amore tra i fratelli; 3) la concordia nel vicinato”. Quando si vive così pregustiamo che è possibile avere un’esistenza più a misura d’uomo. Ciò che i profeti scrivevano sull’amore di Dio per noi, in Gesù, Dio fatto uomo, lo vediamo realizzato in pienezza. “Tu, popolo mio, mia sposa, anche se più volte mi sei stata infedele, io mai verrò meno al patto di amore, sarai per me sempre la sposa amata della giovinezza”. Gesù proclama beati coloro che vivono bene e abbraccia nella sua misericordia chi riconosce i propri sbagli e vuole vivere meglio. Cari coniugi del 25° anniversario di matrimonio vi ringraziamo perché testimoniate che voi la pensate e vivete così. Per tutte le famiglie e per questa nostra società preghiamo e auguriamo altrettanto; dove le cose non sono andate bene, che il tutto si risolva per il meglio. L’apostolo Paolo ci rivolge un accorato invito: “Fatevi miei imitatori in quanto io lo sono di Cristo”. Amen.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,