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17
Fri, Apr

XXXII Domenica (anno liturgico A) Saggezza e stoltezza

Il Vangelo della Domenica
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Riempire di contenuti la nostra esistenza, non sciuparla da persone stolte.In che cosa consiste l’essere “saggio” o “stolto” ? Ci balza subito alla mente il costruire sulla roccia o sulla sabbia. È da saggio fondare la propria vita sull’ascolto e la pratica della Parola di Dio e l’ascolto della voce della propria coscienza illuminata. È da stolto ascoltare e non mettere in pratica, o peggio ancora non ascoltare affatto. Non è prudente, non è da persona saggia vivere la separazione tra il dire e il fare; “dicono e non fanno”, lamentava Gesù di certi scribi e farisei; “parla bene e razzola male” diciamo noi di persone simili; non è saggio separare la preghiera dalla vita; “credono di essere graditi a Dio a forza di parole, ma il loro cuore è lontano da Dio”, e Dio ne ha nausea. IL “non vi conosco”, detto alle 5 vergini stolte, è il “non vi ho mai conosciuto” detto a quelli che non hanno amato, che non hanno dato aiuto a chi era in necessità, del cap. 25 del Vangelo di S. Matteo. Vegliare, vigilare Riandiamo al tempo di Noè quando gli uomini si immergevano a tal punto nel quotidiano da dimenticare la caducità della vita. Vigilare è amministrare saggiamente i beni che abbiamo: la salute, la famiglia, il lavoro, lo svago, l’amicizia, la fede. Individuare la scala dei valori nella giusta gerarchia: la vita non è solo lavoro, né solo svago, né solo salute; non “basta la salute” se poi la si spende male. Non è valore assoluto un familiare o un amico. Giobbe ci è di esempio in tutto questo allorché in breve tempo gli vennero a mancare tutti questi valori. Sì sono tutti valori meravigliosi, ma pur sempre relativi; e se noi ne abbiamo fatti dei valori assoluti, venendoci a mancare, saremmo degli infelici; a che è servita la nostra vita? “Stolto, questa notte morirai”! Vivere con una speranza. Gesù è morto ed è risuscitato e così sarà di noi. Vivremo con e come Lui per una eternità beata, senza più alcun male, se avremo operato bene. Chi invece avrà agito diversamente, operando male fino in fondo, avrà scelto una eternità infelice. C’è quindi bella differenza dall’aver conosciuto Gesù o meno, essere saggi o stolti. Facciamone tesoro e ringraziamo il Signore che ci illumina e ci aiuta a vivere meglio. A M E N.

Nicola Fiscante, sacerdote,