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17
Fri, Apr

Buon anno 2020

Il Vangelo della Domenica
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Vogliamo far nostro per il nuovo anno l’augurio-benedizione di Mosè per il suo popolo:  “Il Signore faccia risplendere il suo volto e ti benedica; il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Dio ha rivolto il suo sguardo su di noi e col Natale si è fatto uomo.   Il volto di Dio è un volto buono, luminoso, come può guardare solo uno che vuole bene.  Dev’essere molto amaro se qualcuno ci dicesse non ti guarderò più in faccia, e girasse il volto dall’altra parte. Noi vogliamo guardare come guarda Dio, volendo bene.  Avremo pace in noi, saremo in pace con Dio e con gli altri, sarà un anno più bello.  12 31 auguri papa Papa Francesco per il nuovo anno e la giornata mondiale per la pace ha scritto un messaggio di varie pagine, che io ho ridotto ad una. “Imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli.  La pace è un bene prezioso. La nostra comunità umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono succeduti, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli. Ancora oggi, a tanti uomini e donne, a bambini e anziani, sono negate la dignità, l’integrità fisica, la libertà, compresa quella religiosa, la solidarietà comunitaria, la speranza nel futuro. Ogni guerra, in realtà, si rivela un’azione fratricida. Dobbiamo perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca. Il desiderio di pace è profondamente inscritto nel cuore dell’uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla che sia meno di questo. Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno, per non commettere di nuovo gli stessi errori. Molte volte nel buio delle guerre, il ricordo anche di un piccolo gesto di solidarietà ricevuta può ispirare scelte coraggiose e persino eroiche, può rimettere in moto nuove energie e riaccendere nuova speranza nei singoli e nelle comunità. Il mondo non ha bisogno di parole, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace, di dialogo di uomini e donne che cercano la verità al di là delle ideologie e delle opinioni diverse, cercando sempre il bene comune e impegnandosi a mantenere la parola data. Nell’ascolto reciproco possono crescere la conoscenza e la stima dell’altro, fino al punto di riconoscere nel nemico il volto di un fratello. Il processo di pace è un lavoro paziente di ricerca della verità e della giustizia, che onora la memoria delle vittime e che apre, passo dopo passo, a una speranza comune, più forte della vendetta. Per uno sviluppo umano integrale è indispensabile riconoscere i propri doveri nei confronti degli altri avendo il dominio di sé. La Chiesa partecipa alla ricerca di un ordine giusto nel mondo attraverso la trasmissione dei valori cristiani, l’insegnamento morale e le opere sociali e di educazione. Non vi sarà mai vera pace se non saremo capaci di costruire un più giusto sistema economico. Si tratta prima di tutto di credere nella possibilità della pace, di credere che l’altro ha il nostro stesso bisogno di pace. In questo ci può ispirare l’amore di Dio per ciascuno di noi. Che il Dio della pace ci benedica e venga in nostro aiuto. Che Maria, Madre del Principe della pace e Madre di tutti i popoli della terra, ci accompagni e ci sostenga nel cammino di riconciliazione, passo dopo passo. E che ogni persona, venendo in questo mondo, possa conoscere un’esistenza di pace e sviluppare pienamente la promessa d’amore e di vera vita che porta in sé”.  Il Buon Anno è in tal modo l’augurio di un anno bello, di una vita bella. Amen !

Padre Nicola, sacerdote redentorista,