La situazione che sta davanti agli occhi del profeta Abacuc non invita all’ottimismo: contese, lotte, violenze, dolori a non finire. Dio sembra non rendersene conto, o potrebbe sembrare addirittura assente, o impotente.
XXVI Domenica (anno liturgico C). Festa di San Gerardo a Frosinone
Il profeta Amos, un contadino dell'VIII secolo a.C., denuncia quei cittadini che vivono nella sfrontata ricchezza, senza minimamente preoccuparsi di tanta parte della popolazione che è in miseria. Il ricco Epulone vive spensieratamente la sua ricchezza; non ci viene detto che fosse stato ladro o sfruttatore
XXIV Domenica (anno liturgico C). Non c’è solo male
La grandezza di Mosè, il suo cuore grande, li vediamo nel come egli prega Dio: non chiede nulla per sé, ma intercede per il suo popolo. Ed è un popolo dalla testa dura, un popolo di peccatori, ma con la pazienza di Mosè e di Dio e gli aiuti più diversi se ne ottiene la conversione.
XXII Domenica (Anno Liturgico C) Umiltà e Verità e Carità pelosa
Umiltà e Verità
“La tua umiltà ti ha fatto ancora più grande”, recitava uno striscione in Piazza S. Pietro nei riguardi di Papa Benedetto che aveva dato le dimissioni.
XXV Domenica Anno liturgico C. Prudenza e impegno a largo raggio …
I furbi, gli imbroglioni, l’ingiustizia, non sono nati ieri, sono antichi quanto l’uomo. Il profeta Amos ne descrive i dettagli: Imbrogli sulla quantità e sulla qualità della merce; falsificando le bilance e vendendo per merce ottima la scadente.
La parola della domenica. XXIII Domenica (Anno Liturgico C)
Una folla numerosa andava con Gesù …! Sono le folle di ieri, di oggi e di domani; folle stanche e sfinite di questo nostro mondo; e in questa folla ci siamo noi. Egli si voltò e disse loro …; Si voltò …; Gesù non cessa di voltarsi verso di noi.
XXI Domenica (Anno liturgico C) NON BASTA IL DISTINTIVO
“Sono pochi quelli che si salvano? ”, chiese un tale a Gesù. Più che una risposta sul quanti, è importante sapere se …, e come ci si salva. Gesù dice che per entrare nella vita, la porta è stretta, ma è aperta.
Da vero “Maestro” ci indica la strada e ci corregge come un papà, degno di questo nome, si comporta con i propri figli.