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Carbonia. I cantieri archeologici chiudono le attività. Grave danno alla cultura

Politica Regionale
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Riceviamo e pubblichiamo l'amaro commento di Sabrina Sabiu Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Carbonia sul blocco dei cantieri archeologici del Sulcis.
Succede in Sardegna…. Succede nel Sulcis
"I Cantieri archeologici del Sulcis, nati 20 anni orsono, con la finalità di dare valore ai beni culturali del Parco Geominerario storico ed ambientale della Sardegna , hanno cessato ieri, 30 aprile, la loro attività.
Tra questi, il Nuraghe SiraI, in regime di concessione di scavo sotto l’egida del MIBACT, in questi anni, ha dato risultati scientifici di grandissima importanza, che sono stati oggetto di studio e attenzione da parte della comunità archeologica internazionale, sotto l’attenta e rigorosa supervisione del nostro Direttore scientifico, la dott.ssa Carla Perra.
Il Nuraghe Sirai rappresenta un unicum nel panorama archeologico isolano in quanto ci ha restituito la testimonianza della coesistenza di due popolazioni differenti, quella nuragica e quella fenicio punica, che ci racconta la multiculturalità e l’integrazione nell’antichissimo Sulcis. Il progetto dell’immediato futuro sarebbe stato l’apertura continuativa al pubblico nel contesto del sistema museale cittadino. Questa apertura sarebbe stata garantita anche dall’avvio dei prossimi lavori per la realizzazione della recinzione del sito, il cui progetto, per ironia, è finanziato dalla Regione Sardegna. Si sarebbe creata una nuova sinergia con il museo archeologico grazie al progetto CARBONIA CITTA’ DEL PAESAGGIO, Itinerari storico-culturali dell'antico, per la riqualificazione e completamento del Sistema Museale e del Parco Fenicio nell’area archeologica del Nuraghe Sirai, progettato con la collaborazione di paesaggisti di fama internazionale.
L’unicità del nuraghe Sirai è sempre stata apprezzata dai visitatori, ogni qualvolta è stato possibile aprire le visite al pubblico, grazie al prezioso lavoro del personale impiegato nel cantiere, che con passione, dedizione e grande professionalità, costruita nel tempo, sotto la guida attenta della direzione scientifica, ha sempre garantito la perfetta manutenzione e il decoro del sito, oltre le attività di scavo.
Da lunedì 3 maggio le maestranze di Nuraghe Sirai saranno destinate ad altre mansioni.
Questa paradossale situazione mi anima di sentimenti forti, di rabbia, innanzitutto, sia da professionista della cultura, sia da amministratore pubblico della cultura e non vedo nessuna coerenza tra il progetto promosso dalla Regione, “La Sardegna verso L’UNESCO” e la chiusura di siti archeologici fortemente identitari e peculiari, voluta dalla stessa Regione Sardegna. Ha il sapore di una beffa che il manifesto sia uscito in coincidenza con la chiusura degli stessi.
Mi domando su quali presupposti si voglia costruire l’Orizzonte Sardegna: con la mortificazione delle professionalità della cultura? con l’azzeramento di risultati virtuosi che hanno dato lustro e benessere ai territori? vanificando sforzi e denari pubblici investiti per vent’anni? Mi lascia basita il silenzio degli assessorati regionali di competenza, Turismo e Cultura, che per primi avrebbero dovuto difendere questi presidi culturali, avrebbero dovuto fermare questo scempio e con essi la Soprintendenza archeologica, il cui silenzio è insopportabilmente assordante.
La nostra azione non si limiterà al rammarico per le scelte incomprensibili e insensate, ma coinvolgerà altri soggetti ben oltre la Regione, non solo i Ministeri, ma i mass media, che, se liberi e indipendenti, non possono non sostenere una battaglia a tutela del nostro Patrimonio più prezioso, vera promessa di uno sviluppo sostenibile!
Sabrina Sabiu. Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Carbonia"

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