Il sistema nuragico di Grutt'i Aqua di dimensioni gigantesche con tanto di laghetto è finalmente oggetto di un sostanzioso contributo da parte della Regione Sardegna per un suo appieno recupero archeologico. Sant’Antioco, prima per estensione delle isole minori italiane dopo Sicilia, Sardegna ed Elba è un’isola unica e particolare. Situata all’estremità sud-occidentale della Sardegna, la si può raggiungere comodamente in automobile percorrendo la statale 126. Collegata alla terraferma da un istmo naturale su cui passava l’antica strada romana, ha recuperato il proprio status di isola nel 1981 quando venne inaugurato il ponte e le acque della laguna comunicarono nuovamente con quelle del golfo di Palmas. Deve il suo nome come l’omonima cittadina, ad Antioco, medico mauritano, martire cristiano sotto l’imperatore Adriano di cui in questi giorni è in svolgimento "Sa festa manna" di primavera in onore dedl patrono Sant'Antioco Martire che conta ad oggi 666 edizioni. La tradizione racconta che vi approdò miracolosamente a bordo di una imbarcazione sospinta dal levante che ancora oggi soffia miracolosamnte ogni anno sull'isola prima delle celebrazioni della festa in suo onore che cade il lunedi del 15/cesimo giorno dopo la Pasqua. Antioco dopo il suo approdo continuò a esercitare la professione medica diffondendo nel contempo il Cristianesimo sia in Sardegna che in altre parti del mondo allora conosciuto. Il culto del Santo, che diversi archeologi e studiosi fanno risalire i suoi natali proprio nell'isola sucitana, è il più antico e diffuso della Sardegna tanto che già dal XVI secolo è venerato, per bolla papale come "Patronus Sardiniae". Sant’Antioco continua a farsi conoscere ed apprezzare nel mondo del turismo , per il suo suo glorioso passato. La città che può fregiarsi di essere la più antica d'Italia per i servizi di cui era dotata, come strade, marciapiedi, fogne, ed acqua corrente, sotto diverse dominazioni, ha attraversato secoli di spendore. Dopo il periodo nuragico e prenuragico. E' stata, tra le città piu importanti, la fenicia e cartaginese Solki, e la romana Sulci. Città ricca e potente, vicinissima alle zone di estrazione mineraria, con il suo porto sicuro costituiva un’importante scalo commerciale e militare. Poi dopo essere stata sede vescovile sino al XIII secolo, subì pesantemente le scorrerie saracene. L'isola poi, abbandonata dalla popolazione venne ripopolata a partire dal XVIII secolo. Ricca di testimonianze archeologiche, alcune delle quali impreziosiscono collezioni private, il Museo archeologico di Cagliari ed oggi quello cittadino inserito in un "unicum" parco acheologico. Una città che offre ai suoi visitatori i resti straordinari della propria storia fenicio-punica e romana trascurando invece, sino a qualche tempo fa, il periodo nuragico nei secoli presente e visibile ancora nell’isola.
Fra tutti merita una menzione particolare il sito chiamato Grutt’i acqua. Si trova a circa 15 km dal paese, seguendo la strada che porta a Maladroxia e Coa ’e quaddus, poco distante dal mare della costa occidentale che domina da uno delle tanta alture che compongono il paesaggio isolano. Il toponimo indica un chiaro legame con l’acqua ed è proprio questo l’elemento diventa il più rappresentativo e conosciuto dai visitatori che dopo superato il primo ”pozzo sacro” possono ammirare una piscina circolare immersa nella macchia mediterranea. Si tratta di laghetto nuragico artificiale, unico nel suo genere, colmo d’acqua tutto l’anno, il cui fondo, si è scoperto, è interamente lastricato. Intorno, ai piedi della collina pietre enormi celate da rigogliosi cespugli, che probabilmente rappresentava cinta muraria. Poco distante è presente una ”tomba dei giganti” che nasconde alla vista il mare che superato il declivio percorrendo uno stretto viottolo, appare in tutto splendore ammantato di blu, con un antico approdo per le navi: "portu sciusciau". Adesso, grazie al sovvenzionamento regionale diventa necessario avviare una approfondita campagna di scavi per un suo recupero storico e ambientale. In un territorio afflitto dagrandi problemi economici, dove l’industria ha fallito e il turismo stenta a decollare, potrebbe rappresentere sicuramente un momento importante della progettazione economica turistica con la produzione di benessere per la comunità sulcitana chiudendo con esso il progetto del parco archeologico cittadino.
Sant'Antioco. Finanziamento dalla Regione il recupero del sito nuragico di Grutt'i Aqua
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