Il Comune di Sant’Antioco, come ogni anno, ha ricordato il Maresciallo Capo dell’Esercito - Brigata Sassari, Silvio Olla, il giovane antiochense che perse la vita nei tragici fatti Iracheni.
Con una corona d’alloro e una simbolica cerimonia dinanzi alla tomba monumentale eretta in onore di Silvio, l'omaggio reso all’eroe di Sant’Antioco, una delle 28 vittime di quel 12 novembre 2003, di cui 19 italiani.
Gli attentati di Nassiriya furono alcuni attacchi avvenuti dal 2003 al 2006 durante la guerra in Iraq nella città di Nāṣiriyya contro le forze armate italiane partecipanti alla missione militare denominata "Operazione Antica Babilonia", il più grave dei quali fu la strage del 12 novembre 2003 che provocò 28 morti (19 italiani).
Questi attacchi provocarono un totale di circa 50 vittime (di cui 25 italiani).
Storia: Operazione Antica Babilonia
Nel mese di marzo 2003 iniziò l'operazione Iraqi Freedom (OIF), o seconda guerra del Golfo, da parte di una coalizione composta principalmente degli eserciti britannico e statunitense. Il 1º maggio 2003 la guerra finì ufficialmente, anche se di fatto gli eserciti stranieri non riuscirono mai a stabilire il controllo pieno del territorio, subendo dure perdite dovute ad attacchi ricorrenti.La risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003 approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite invitò tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell'Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione.L'Italia partecipò attraverso la missione "Antica Babilonia" fornendo unità militari dislocate nel sud del Paese, con base principale a Nāṣiriyya, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar sede di importanti giacimenti petroliferi. La missione italiana ebbe inizio il 15 luglio 2003 e fu un'operazione militare con finalità di peacekeeping (mantenimento della pace), che aveva i seguenti obiettivi:
ricostruzione del "comparto sicurezza" iracheno attraverso l'assistenza per l'addestramento e l'equipaggiamento delle forze, a livello centrale e locale, sia nel contesto della NATO sia sul piano bilaterale;
creazione e mantenimento della necessaria cornice di sicurezza;
concorso al ripristino di infrastrutture pubbliche e alla riattivazione dei servizi essenziali;
rilevazioni radiologiche, biologiche e chimiche;concorso all'ordine pubblico;polizia militare; concorso alla gestione aeroportuale; concorso alle attività di bonifica, con l'impiego anche della componente cinofila;sostegno alle attività dell'ORHA; controllo del territorio e contrasto alla criminalità.
La missione terminò il 1º dicembre 2006.
La strage del 12 novembre 2003 attentato
Il comando dell'Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a 7 chilometri da Nassiriya, in una base denominata White Horse, distante circa 4 chilometri dal comando statunitense di Tallil. Il reggimento MSU/IRAQ (Multinational Specialized Unit), composto da personale dei Carabinieri italiani e dalla Gendarmeria romena (a cui poi si aggiungeranno, a fine novembre 2003, 120 uomini della Guardia nazionale repubblicana portoghese), era diviso su due postazioni: le basi Maestrale e Libeccio, entrambe poste al centro dell'abitato di Nāṣiriyya. Presso la base Maestrale (nota anche con il termine Animal House), che durante il regime di Saddam Hussein era sede della camera di commercio, era acquartierata l'unità di manovra. Presso la Libeccio avevano sede sia il Battaglione MSU, sia il Comando del Reggimento MSU/IRAQ.
Il 12 novembre 2003 alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all'ingresso della base Maestrale, sede della MSU italiana dei Carabinieri, provocando successivamente l'esplosione del deposito munizioni e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili.
L'appuntato Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base principale, riuscì a uccidere i due attentatori, tant'è che il camion non esplose all'interno della caserma ma sul cancello di entrata, evitando così una strage di più ampie proporzioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo.
L'attentato provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell'esercito italiano di scorta alla troupe, che si erano fermati lì per una sosta logistica. L'attentato ridusse la base Maestrale a uno scheletro di cemento. L'altra sede, Libeccio, distante poche centinaia di metri dalla prima, venne danneggiata anch'essa dall'esplosione. Era infatti intendimento dei Carabinieri, contrariamente alla scelta dell'Esercito di stabilirsi lontano per avere una maggiore cornice di sicurezza, di posizionarsi nell'abitato per un maggior contatto con la popolazione. Due mesi dopo l'attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la base Libeccio, trasferendosi alla base di Camp Mittica nell'ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nāṣiriy
Sant'Antioco. 22 anni dalla strage di Nassiriya. Ricordato il Maresciallo Capo della Brigata Sassari, Silvio Olla
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