Il filo rosso che quest’anno caratterizza la666\ma sagra in onore di Sant’Antioco martire patrono dell'isola, della diocesi e della Sardagna è un percorso tra religiosità, cultura e l’identità di Sant’Antioco. Il festeggiamenti organizzati dalla parrocchia, retta dal rettore della Basilica don Mario Riu e dall'amministrazione comunale con l'impegno di vari assessorati, quali quelli della cultura e del turismo, è ricco di avvenimenti sacri e civili che si svolgeranno dal 29 aprile al 5 maggio coinvolgendo tutti i rioni della città. <Carissimi la solennità de “Sa festa manna” di Sant’Antioco Martire, patrono della nostra comunità parrocchiale, diocesana e della Sardegna, che quest’anno ricorre nel cuore del tempo pasquale e nel Giubileo 2025, ci riempie di speranza e di fiducia, ricordandoci che non siamo soli- e' l'augurio del rettore della Basilica don Mario Riu- Gesù risorto è vivo, cammina con noi, sostiene i nostri passi e ci aiuta a guardare avanti con più serenità il presente e il futuro. Onorare il nostro Santo patrono in quest’anno Santo assume un valore ancora più profondo. Durante il Giubileo infatti siamo invitati a riflettere sulla misericordia di Dio e, con il perdono dei peccati a rinnovare la nostra vita secondo la Sua volontà. L’esempio offerto dai santi martiri, come il nostro patrono Antioco, non può che rafforzare la nostra fede, sollevarci dalle miserie terrene, e ricordarci che, anche noi, siamo chiamati alla santità e alla Vita eterna. La festa di Sant’Antioco martire- conclude il parroco- diventi l’occasione per riscoprire la bellezza e la preziosità del Vangelo, per imparare ad essere veramente comunità cristiana, che si forma e si lascia plasmare non da regole umane, da abitudini devozionali, da motivi vagamente religiosi, ma dalla persona e dalla parola di Gesù, consegnate per noi nel Vangelo. Il Martire sulcitano con la sua opera di annuncio è il modello delle virtù proposte dal Vangelo, il testimone autentico di Cristo. Per la fortezza, la perseveranza e la Santità vissuta, Antioco è il Santo sempre attuale, è l’esempio vivente da imitare. Questo deve essere il nostro impegno, la nostra preghiera, in particolare oggi in cui la pace è sempre più compromessa. La sua intercessione sostenga la fede della nostra comunità cristiana e ci renda più inseriti “in Cristo”, attraverso i doni di grazia che Dio continua ad elargire alla sua diletta Chiesa>. A impreziosire la festa dal lato della fede è il tradizionale corteo di "is Coccois" con le donne, in abito tradizionale, sono le protagoniste di un rito molto sentito che vuole ricordare un fatto avvenuto durante la seconda guerra mondiale che ha visto l'intercessione del Santo. Poi la solenne processione, del secondo lunedì dopo la Pasqua. Dopo la messa officiata al vescovo che vedrà per la prima volta sull'altare della Basilica il nuovo vescovo della diocesi Monsignor Mario Farci. Una sfilata sacra onorata dai gonfaloni dalle amministrazioni delle città che onorano il martire sulcitano, autorità religiose, civili e militari; accompagnata da banda musicale, cavalli e numerosi costumi isolani dei gruppi folk locali e provenienti da diversi paesi delle province sarde e dagli innumerevoli visitatori e turisti che non mancheranno di onorare con la loro presenza il martire sulcitano. I festeggiamenti civili saranno costellati da appuntamenti enogastronomici, concerti musicali, convegni, occasioni di svago per grandi e bambini, sfilata di traccas e con gli immancabili fuochi artificiali che chiuderanno i festeggiamenti illuminando con lampi multicolori di fuoco la sera antiochense. <Un grande riconoscimento va a tutti coloro che hanno reso ancora una volta fattibile questo evento che caratterizza la nostra città - ha sottolineato il sindaco Ignazio Locci - Grazie a chi lo ha reso possibile: dal Comune, alla chiesa, alle forze dell'ordine e ai volontari. Senza il loro impegno - ha concluso il sindaco- non sarebbe stato possibile organizzare "Sa Festa Manna, da 666 anni nel cuore dei sardi>.
manifes
ti programma festeggiamenti Basilica e Comune