Il filo rosso che quest’anno ha caratterizzato la666\ma sagra "Sa festa manna" in onore di Sant’Antioco Martire patrono dell'isola, della diocesi e della Sardegna è stato ancora una volta un percorso tra religiosità, cultura e l’identità di Sant’Antioco. Il festeggiamenti, cinque giorni di appuntamenti iniziati il venerdì con un convegno culturale in aula consiliare, organizzati dalla parrocchia, retta dal rettore della Basilica don Mario Riu e da un contributo importante dall'amministrazione comunale con l'impegno di vari assessorati, quali quelli della cultura e del turismo, è stato ricco di avvenimenti sacri e civili che si sono svolti dal 29 aprile al 5 maggio, coinvolgendo tutti i rioni della città. Ad impreziosire la festa dal lato della fede è stato il tradizionale corteo di
"is Coccois" con le donne, in abito tradizionale. Sono da tempo le protagoniste di un rito molto sentito che vuole ricordare un fatto avvenuto durante la seconda guerra mondiale che ha visto l'intercessione del Santo. Il giorno più importante della festa è stato però, come avviene da secoli il lunedì del 15/mo giorno dopo la Pasqua con la solenne processione che ha chiuso con un grande atto di amore e di fede la 665/ma festa in onore del martire sulcitano. Dopo la Santa Messa cantata presieduta nella Basilica del V secolo per la prima volta dal neo vescovo di Iglesias monsignor Mario Farci insieme al capitolo diocesano, diversi sacerdoti del territorio e importanti delegazioni delle diocesi di Iglesias e Ozieri. <Sant'Antioco è stata la culla del cristianesimo- ha detto monsignor Farci nell'omelia ripercorrendo le vicissitudini terrene di Antioco- il Santo Martire non ha avuto paura nell'evangelizzare l'isola e non solo. Predicando la speranza che solo la fede può dare>. La cerimonia sacra è stata un momento di grande solennità arricchita dai canti del coro della Basilica. <“Sa festa manna” di Sant’Antioco Martire, patrono della nostra comunità parrocchiale, diocesana e della Sardegna, che quest’anno ricorre nel cuore del tempo pasquale e nel Giubileo 2025, ci riempie di speranza e di fiducia, ricordandoci che non siamo soli- è stato il commento del rettore della Basilica don Mario Riu- Gesù risorto è vivo, cammina con noi, sostiene i nostri passi e ci aiuta a guardare avanti con più serenità il presente e il futuro. Onorare il nostro Santo patrono in quest’anno Santo assume un valore ancora più profondo -ha concluso don Riu- Durante il Giubileo infatti siamo invitati a riflettere sulla misericordia di Dio e, con il perdono dei peccati a rinnovare la nostra vita secondo la Sua volontà. L’esempio offerto dai santi martiri, come il nostro patrono Antioco, non può che rafforzare la nostra fede, sollevarci dalle miserie terrene, e ricordarci che, anche noi, siamo chiamati alla santità e alla Vita eterna>.
Il corteo sacro con la teca delle reliquie e l'imponente statua del martire, con al seguito il rettore della Basilica, i parroci delle parrocchie cittadine e da tanti sacerdoti sulcitani, dalla giunta comunale, dai sindaci dei comuni del territorio e dei paesi che condividono il culto per il Santo con i loro gonfaloni, dalle autorità religiose, civili e militari. A fargli ala una innumerevole folla di residenti, visitatori e turisti che hanno affollato la città nei giorni della sagra ed in particolar modo per la tradizionale e solenne processione in costume. Ad accompagnarlo in tutto il tragitto, chiuso con il rientro in Basilica, dove nel Sagrato il vescovo ga incensato la statua del Santo e benedetto i fedeli, un imponente corteo formato da decine di cavalieri ed amazzoni in costume tradizionale seguiti da altrettanti
gruppi folk giunti da tutte le provincie della Sardegna, la banda musicale e suonatori di launeddas. Così la sagra quest'anno è stata veramente “festa Manna” che ha offerto tutto il suo splendore di fede, devozione e tradizione. Per giorni è stato un flusso continuo di forestieri che hanno superato il ponte di accesso all'isola per assistere ai festeggiamenti. <Un grande riconoscimento va a tutti coloro che hanno reso ancora una volta fattibile questo evento che caratterizza la nostra città - ha sottolineato il sindaco Ignazio Locci - Grazie a chi lo ha reso possibile: dal Comune, alla chiesa, alle forze dell'ordine e ai volontari. Senza il loro impegno - ha concluso il sindaco- non sarebbe stato possibile organizzare "Sa Festa Manna, da 666 anni nel cuore dei sardi>. I festeggiamenti civili sono stati costellati da appuntamenti enogastronomici, concerti musicali, occasioni di svago per grandi e bambini. Sfilata per le vie principali della città di cavalli, cavalieri ed amazzoni con l'apporto dei tamburini di Oristano che hanno anticipato l'esibizione delle pariglie di cavalli. Infine gli immancabili fuochi artificiali hanno chiuso i festeggiamenti illuminando con lampi multicolori di fuoco la festa del Santo Martire antiochense. "Ad attrus annus"! Tito Siddi
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