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Iglesias. Mostra Vittorio Laudadio, sulle orme di un artista contemporaneo che ha portato Iglesias nel mondo

Cultura
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Ha aperto i battenti con un ottimo riscontro di pubblico "Antologica d'arte", la prima mostra postuma del prof. Vittorio Laudadio. A fare gli onori di casa, nei locali di via Crispi 5 a Iglesias, il figlio Alberto che, nella sala attigua adibita all'inaugurazione dell'evento, ne ha ricordato lo stile originale, l'espressività e la grande passione per la pittura sviscerata proprio in quelle opere per le quali l'artista è stato premiato anche oltre i confini nazionali. "Sono certo che mio padre sarebbe stato felice di vedere i tanti volti che ora ho davanti, persone che lo hanno apprezzato non solo sotto il profilo professionale, ma anche umano", ha sottolineato.

Dalla esposizione di parte della collezione privata di Laudadio, composta dalle xilografie di Patrizia Meloni, Gianni Desogus noto Xiandes, Carlo Murroni e Mansueto Giuliani, il pubblico si è spostato nei locali allestiti per ammirare una cinquantina di opere, quelle ritenute le più significative nel ripercorrere la storia e l'evoluzione dell'artista: dalla prima, intitolata "la Scogliera" del 1964, all'ultima realizzata nel 2015 con la suggestiva "Vista di paese", passando per la pluripremiata "Frammenti di tempo alla deriva". Per oltre mezzo secolo Laudadio ha continuato un raffinata ricerca utilizzando variegate modalità espressive, attraverso tinte decise e prevalentemente sui toni dell'azzurro che hanno dato corpo a figure animate da una volumetria che lo spettatore ha la sensazione di toccare.

L'originalità stilistica apprezzata dalla critica deriva da una personalissima tecnica mista di cui l'artista si è avvalso tra pastelli, pennarelli e acrilici stesi su carta pecora, fino ad approdare all'aerografo. La lunga esperienza dell'insegnamento non ha fatto altro che impreziosire una carriera che nel tempo ha portato il prof. Laudadio ad affermarsi non solo ad Iglesias, ma anche nelle più note gallerie d'arte italiane e nel mondo con riconoscimenti che hanno girato mezzo emisfero: da Basilea a Hong Kong, da Istanbul a Città del Messico, solo per citarne alcuni.

Proprio per continuare nell'opera di divulgazione e conoscenza della storia dell'artista campano naturalizzato iglesiente, il figlio Alberto ha intrapreso un percorso che lo porterà alla digitalizzazione e alla catalogazione di ogni tela da cui nascerà un'opera monografica.
L'esposizione che omaggia e ricorda Vittorio Laudadio a tre anni dalla scomparsa sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 20 fino a domenica 9 luglio.

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