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Cagliari. La rassegna Akròama al Teatro delle Saline

Spettacolo
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Dal libro di Albert Camus, terzo di tre spettacoli tratti da tre grandi autori del Novecento riletti dal regista e drammaturgo Lelio Lecis. Alle 20.30 per “Frammenti” il microdramma “Medea” con Valentina Picciau. Simeone Latini, già unico protagonista nel primo dei tre spettacoli di Trilogia d'autore, “Il deserto dei tatari” andato in scena giovedì 17 marzo, interpreta “Lo straniero” accanto a Tiziana Martucci, Giuseppe Boy, Stefano Cancellu, Tiziano Polese, Naika Sechi per la rappresentazione di una delle più assurde vicende raccontate dalla letteratura contemporanea: Mersault, anonimo impiegato si trova a fare i conti con la sua vita grigia e senza ambizioni al funerale della madre. Lo spettacolo, secco e tagliente, mette a fuoco il senso dell’assurdo di una vita nella quale anche la morte e un casuale omicidio possano condurre alla coscienza d’essere e di sentire.
Lo Straniero AkroamaLa storia, narrata dallo scrittore francese Albert Camus nel romanzo pubblicato nel 1942 da Gallimard, si sviluppa in una immaginaria aula di tribunale, dove fantasmi algerini in kefta conducono Meursault a rivivere gli ultimi istanti della sua vita in una sorta di Via Crucis: il funerale della madre, il rapporto con Maria, l’amicizia con Raimondo, il delitto, il processo e la ghigliottina incombente. Lo spettacolo mette a fuoco lo stravolgimento della sua vita nell’arco di appena quattro giorni con un percorso che lo porterà alla morte. Mersault infatti finisce sulla ghigliottina per aver sparato sulla spiaggia ad un arabo che lo minacciava con un coltello. Ciò che però determinerà la condanna del giudice non sarà questo episodio, quanto l’atteggiamento ritenuto freddo e indifferente tenuto da Meursault di fronte alla morte della madre. In scena si ripercorre il processo e la condanna dell’impiegato, che lentamente s’impadronisce di sé e, in nome della verità, arriva all’anticonformismo che lo rende appunto “straniero” rispetto al mondo, vittima consapevole della condizione umana. I costumi sono di Marco Nateri, la scenografia di Valentina Enna, le musiche sono di Peter Gabriel e tratte dalle tradizioni arabe; l'assistente alla regia è Julia Pirchl, l'assistente costumi e spazio scenico Stefano Cancellu, sarta Adriana Geraldo; la direzione tecnica è di Lele Dentoni, assistenti tecnici Nicola Pisano e Roberto Lamonica. La fotografia è di Francesca Mu.

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