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Mon, May

IV Domenica di Pasqua (anno liturgico C). Il coraggio di rischiare la vita per qualcosa di più…

Il Vangelo della Domenica
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Una trentina di anni fa, ero a predicare a Monte san Giovanni Campano, una cittadina di 13.000 ab. in prov. di Frosinone. Un pomeriggio un giovane di nome Enrico in un piacevole dialogo mi confidò: frequento felicemente il IV anno di università, fidanzato, catechista in parrocchia, responsabile della catechesi a livello diocesano, tanto impegnato, tuttavia mi sembra di far poco. Mi chiedeva un parere; gli dissi: fai già tanto e bene; se ti sembra poco, rifletti bene, prega, consigliati con il parroco, il confessore, la tua famiglia, con chi ti vuole davvero bene, e vedi …; può darsi che il Signore ti chiami per qualcosa di più, sarà il sacerdozio, sarà la vita missionaria, o …, o …! Nell’87 son venuto in Sardegna per 10 anni; ritornando a predicare a Monte San Giovanni Campano ho chiesto di Enrico: È sacerdote gesuita!
Dal messaggio di papa Francesco per quest’oggi, 56a giornata delle vocazioni.
Cari fratelli e sorelle, il Signore ci chiede il coraggio di rischiare la vita con Lui e per Lui. Leggendo il Vangelo vediamo due coppie di fratelli – Simone e Andrea insieme a Giacomo e Giovanni – che stanno svolgendo il loro lavoro quotidiano di pescatori. In questo mestiere faticoso, essi hanno imparato le leggi della natura, e qualche volta hanno dovuto sfidarle quando i venti erano contrari e le onde agitavano le barche. In certe giornate, la pesca abbondante ripagava la dura fatica, ma, altre volte, l’impegno di tutta una notte non bastava a riempire le reti e si tornava a riva stanchi e delusi. Sono queste le situazioni ordinarie della vita, nelle quali ciascuno di noi si misura con i desideri che porta nel cuore, si impegna in attività che spera possano essere fruttuose, procede nel “mare” di molte possibilità in cerca della rotta giusta che possa appagare la sua sete di felicità. Talvolta si gode di una buona pesca, altre volte, invece, bisogna armarsi di coraggio per governare una barca sballottata dalle onde. È successo così con la persona con cui abbiamo scelto di condividere la vita nel matrimonio, o quando abbiamo sentito il fascino della vita consacrata; abbiamo vissuto la sorpresa di un incontro e, in quel momento, abbiamo intravisto la promessa di una gioia capace di saziare la nostra vita. Il desiderio di Dio, infatti, è che la nostra vita non diventi prigioniera dell’ovvio, non sia trascinata per inerzia nelle abitudini quotidiane e non resti inerte davanti a quelle scelte che potrebbero darle significato. Il Signore non vuole che ci rassegniamo a vivere alla giornata. Se qualche volta ci fa sperimentare una “pesca miracolosa”, è perché vuole farci scoprire che ognuno di noi è chiamato – in modi diversi – a qualcosa di grande, e che la vita non deve restare impigliata nelle reti del non-senso e di ciò che anestetizza il cuore. La vocazione, insomma, è un invito a non fermarci sulla riva con le reti in mano. I primi discepoli, sentendosi chiamati da Lui a prendere parte a un sogno più grande, «subito lasciarono le reti e lo seguirono». Penso anzitutto alla chiamata alla vita cristiana che contribuisce alla crescita del Regno di Dio nella società. Penso alla scelta di sposarsi in Cristo e di formare una famiglia, così come alle altre vocazioni legate al mondo del lavoro e delle professioni, all’impegno nel campo della carità e della solidarietà, alle responsabilità sociali e politiche, e così via. Si tratta di vocazioni che ci rendono portatori di una promessa di bene, di amore e di giustizia non solo per noi stessi, ma anche per i contesti sociali e culturali in cui viviamo, che hanno bisogno di cristiani coraggiosi e di autentici testimoni del Regno di Dio. Nell’incontro con il Signore qualcuno può sentire il fascino di una chiamata alla vita consacrata o al sacerdozio ordinato. Carissimi, non è sempre facile discernere la propria vocazione e orientare la vita nel modo giusto. Dobbiamo guardare a Maria Santissima; la sua missione non è stata facile, eppure lei non ha permesso alla paura di prendere il sopravvento. In questa Giornata, ci uniamo in preghiera chiedendo al Signore di farci scoprire il suo progetto d’amore sulla nostra vita e di donarci il coraggio di rischiare sulla strada che Egli da sempre ha pensato per noi. (Dal Vaticano, 31 gennaio 2019, Memoria di San Giovanni Bosco Francesco)
Padre Nicola, sacerdote redentorista,