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21
Sun, Apr

V Domenica ordinaria (anno liturgico C) Da peccatori ad “evangelizzatori” – da salvati a “salvatori”

Il Vangelo della Domenica
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L’incontro con Dio
Se ci si incontra realmente col Signore, col vero Dio, se si ascolta la sua Parola e si accetta il suo invito, tutto cambia in meglio. Ci sono di esempio il profeta Isaia, l’apostolo Paolo e l’apostolo Pietro.
L’iniziativa è di Dio, ma c’è la risposta umana.
Isaia dice di sì a Dio: Signore, manda me!
Saulo va a Damasco, secondo l’invito del Signore.
Simone getta le reti per la pesca, come gli aveva detto il Maestro.
Uomini nuovi
Tre peccatori, collaborando con Dio, diventano grandi santi.
Isaia, un peccatore, viene purificato e diventa il grande profeta del Dio buono, giusto e misericordioso.
Saulo, il persecutore dei cristiani, per grazia di Dio, diventa l’apostolo di Cristo presso le genti.
Simone, il peccatore e pescatore di Galilea, diventa Pietro, il primo rappresentante di Cristo in terra, il pescatore di uomini per il Regno di Dio.
A prima vista, potrebbe suonar male l’espressione “pescatore di uomini”, venire pescati. Ma le cose sono molto serie. Pensiamo ad un povero naufrago, in mezzo al mare in burrasca, vedere avvicinarsi uno che può salvarlo! Si può naufragare nel “mare”, “male”, del mondo in cui siamo immersi e c’è chi ci tira su, salvandoci. Lo stesso dicasi di pastore e pecorelle. Pensiamo ad una pecorella che si perde nel bosco, impigliata tra le spine, alla mercé dei lupi, vedersi arrivare il pastore che la salva.
Guardandoci attorno, quante spine, quanti lupi! Gesù è di noi il pescatore e il buon pastore.
Noi stessi, da suoi discepoli, diventiamo come lui.
Terreno e seminatori
Altrove Gesù insegna che Lui è il seminatore e il buon seme, noi il terreno più o meno buono che lo fa fruttificare;
ma noi siamo anche i seminatori di quel seme, che dobbiamo spargere per la salvezza del mondo.
Quanto lavoro, quanta grazia!
Grazie, Gesù; grazie a tutti coloro che ci han fatto e ci fanno del bene.
“Dio, di infinita grandezza, che affidi alle nostre labbra e alle nostre fragili mani il compito di portare agli uomini l’annunzio del vangelo, sostienici col tuo spirito, perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi, fruttifichi in ogni parte della terra”. 
Voglio terminare con un pensiero alla Madonna, come cantiamo in “O bella mia speranza”: In questo mar del mondo, tu sei l’amica stella che puoi la navicella dell’alma mia salvar. A M E N ! 
Padre Nicola, sacerdote redentorista,