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Fri, Nov

XXXI Domenica anno liturgico B

Il Vangelo della Domenica
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Amando Dio e Amando il prossimo, ne verrebbe solo bene Perché tu viva a lungo e sia felice ... Uno scriba, un buon conoscitore della Legge Mosaica, si avvicina a Gesù, non per fargli un tranello, ma per apprendere da Lui l’importanza dei Comandamenti e la rispettiva gerarchia. Gesù risponde che il primo e più importante è duplice: amare Dio e amare il prossimo. Sono due amori inscindibili; insieme formano un solo amore. Gesù, che aveva risposto in quel modo, ha amato Dio Padre sopra ogni cosa, più della sua stessa vita; e ha amato gli uomini come più non era possibile. Gesù ci è di esempio e modello di vita. Lo scriba rimase soddisfatto della risposta e si sentì dire da Gesù che non era lontano dal Regno di Dio. Tutte le leggi scaturiscono dall’amore … Lungo i secoli la Legge promulgata da Mosè si era andata appesantita di precetti, spiegazioni, interpretazioni, da non avere chiaro ciò che era davvero importante, essenziale. Gesù, i Comandamenti, li riduce a due; tutti gli altri scaturiscono da questi due; e i due si riducono ad uno solo, perché tra loro inscindibili: AMARE DIO E IL PROSSIMO. I due Comandamenti sono come due porte, che simultaneamente si aprono o si chiudono; impossibile aprire una senza aprire l’altra; e così per la chiusura. (Kierkegaard) Dio è padre – gli uomini fratelli … Scriveva il Papa S. Giov. Paolo II : “ Quando nel cuore si fa più spazio a Dio, che è Padre, nel cuore trova più spazio l’uomo, che ti è fratello. Il tempo dedicato a Dio nella preghiera, non è un tempo rubato all’uomo, ma è tempo guadagnato per l’uomo, per la sua umanizzazione”. Se siamo figli, ci riconosciamo anche fratelli. Nel recente passato si è scritto che bisogna uccidere Dio, perché viva l’uomo; e ancora S. Giov. Paolo II : “ Se Dio è morto, non è che l’uomo stia meglio”. Ama e fa’ ciò che vuoi … Non si tratta puramente di osservare delle leggi, è importante capirne il significato, il valore; diversamente ci sentiremmo schiavi, come il fratello maggiore della parabola del “figliol prodigo”: “Non ho mai trasgredito un tuo comando”. Noi amiamo Dio con tutto il cuore, perché ci ha creati e redenti, fatti bene, a sua immagine e somiglianza, ci ha amati per primo e ci ha mandato il suo Figlio a salvarci. Quindi lo ringraziamo, lo preghiamo, giammai lo bestemmiamo; amiamo gli altri, perché ci sono fratelli e abbiamo bisogno di loro, siamo interdipendenti; giammai vogliamo fare del male a qualcuno. In conclusione … Se amiamo, non solo non faremo del male a nessuno, ma, volendo bene, faremo solo del bene a noi stessi e a tutti. “Ama, e fa’ ciò che vuoi “, diceva S. Agostino. Dall’amore, dai due Comandamenti, che si riducono a uno, “amare Dio e il prossimo”, scaturiscono tutte le leggi. Il numero delle leggi cresce inversamente proporzionale alla maturità e bontà dei cittadini; persone mature, buone, non hanno bisogno di tante leggi. Gesù ha amato; e … sappiamo come ha vissuto; dobbiamo proprio ripetere: facciamo così anche noi ! San Francesco d’Assisi riempiva di lamento il Monte dell’Averna dicendo:“L’Amore non è amato”! Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ci ha lasciato scritto: “ Dio ti ama, amalo”!
A M E N !
Padre Nicola, sacerdote redentorista