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28
Sun, Feb

TEMPO DI QUARESIMA

Il Vangelo della Domenica
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Più che riflettere sulle singole letture della Parola di Dio mi soffermerò sull’insieme dei valori che in quaresima ripetutamente ci vengono presentati per non sciupare la nostra vita. Quaresima dal latino “quadragesima dies”: “40 giorni” ci separano dalla Pasqua.   I 40 giorni o 40 anni e il deserto nella Bibbia indicano un periodo di grandi eventi; periodo di tanti peccati del popolo e di continui interventi di Dio. 40 anni sono anche il passaggio da una generazione all’altra.  Ogni generazione poi, a suo modo, fa esperienza di peccato e di DIO;  perciò c’è il continuo richiamo alla conversione: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Convertirci, cambiare modo di vivere, per non sciupare la nostra esistenza; liberarci dal vuoto, dal non senso, dal peccato, per ritrovare la bellezza della vita: “perché tu viva, viva a lungo e sia felice”, dice Dio.  Non c’è posto per la sciatteria, la volgarità, il cattivo gusto;  il Vangelo abbina digiuno e bellezza: “se digiuni, lavati e profumati”.  “Quaresima” non è la stagione delle maschere per nascondere quello che si è e apparire ciò che non siamo; non è il tempo di volti sfigurati. (Ora portiamo la mascherina per proteggerci dal virus e non contagiare gli altri.) Dobbiamo convincerci e far capire che essere cristiani è bello.  C’è la bellezza dell’infanzia, della giovinezza, della vecchiaia, se la vita non è abbrutita dal vizio e dalla violenza; se ci si sente amati e perdonati da Dio e dal prossimo.  “Gloria di Dio è l’uomo vivente”.  Dobbiamo capire e vivere la bellezza della verità, della preghiera, delle celebrazioni liturgiche; vivere la bellezza della carità, della cortesia, delle buone maniere, dentro e fuori casa; vivere la bellezza del volerci veramente bene. “Quaresima” è cambiar vita per rompere con una certa routine; basta con certi vizi, certi difetti, e impegnarci per una più profonda comunione con Dio, instaurando con gli altri rapporti di convivenza più umana. Con la preghiera, il digiuno e la carità si è più presenti a noi stessi, si è più uniti a Dio, e il frutto del nostro sacrificio gioverà ai fratelli bisognosi perché tutti abbiano una vita più dignitosa.  Il Padre nostro celeste che vede tutto, anche nel segreto, ci ricompenserà. Vissuta così la quaresima celebreremo una più bella e santa Pasqua.       Amen!                                                                                                                           

  Nicola Fiscante, sacerdote redentorista