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Natale (25 dicembre 2020. Il bue e l’asinello…, e noi…

Il Vangelo della Domenica
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Il profeta Isaia inizia a scrivere la storia del popolo d’Israele nei suoi rapporti con Dio con una amara constatazione; dopo tutto quello che Dio aveva operato con interventi prodigiosi si trova ad avere dal popolo a dir poco misconoscenza: Il bue e l’asino conoscono la propria stalla e il loro padrone, mentre il mio popolo, i miei figli non riconoscono, non comprendono. (Is 1,3) Gli evangelisti non parlano della presenza del bue e l’asinello nella stalla di Betlemme alla nascita di Gesù, ma da parte nostra mettere questi animali come personaggi del presepe non è fuori posto, né contro la verità storica. Oggi ancor più che al tempo di Isaia Gesù avrebbe da lamentare: Dopo tutto quello che ho fatto e mi avete fatto, facendomi uomo, ancora in tanti non mi riconoscete. Con Gesù Cristo ci imbattiamo in avvenimenti storici, “Al tempo di Erode, re della Giudea….”, e in un personaggio…, che nella sua vita ha compiuto meraviglie. ”Non avevamo visto mai nulla di simile”, dicevano i presenti all’episodio, allorché Gesù perdonò i peccati e guarì il paralitico, “oggi abbiamo visto cose prodigiose, Dio ha visitato il suo popolo”. (Mc 2,1-12; Mt 9,1-8; Lc 5,17-26) Gesù in altra occasione ebbe a dire: “Le opere che io compio mi danno testimonianza, rivelano che il Padre mi ha mandato”. (Gv 5,36) A ragione l’evangelista Giovanni può scrivere: “Dio nessuno l’ha mai visto, il Figlio unigenito ce lo ha rivelato”. (Gv 1,18) Come si fa a non credere?! Comprendiamo dunque che il cristianesimo più che essere una dottrina, o una filosofia di vita, è “l’incontro con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”. (“Deus caritas est” papa Ratzinger) Stando con Gesù rimaniamo affascinati dal suo vivere ed agire e vogliamo imitarlo: “comportarci come Lui si è comportato”, avere pienezza di vita, pace e gioia, e un giorno l’eternità beata. (cfr. 1Gv 2,6)
Fede dunque in Gesù Cristo.
Abbiamo iniziato la riflessione dicendo che il bue e l’asinello conoscono il padrone e la propria stalla; noi non vogliamo essere da meno. Riconosciamo l’infinito amore di Dio per noi in Gesù che si è fatto uomo; ci uniamo all’immenso coro degli Angeli per benedire e ringraziare: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini amati dal Signore. Gesù con i suoi doni nasca e viva nella mente e nel cuore delle donne e degli uomini del mondo. Amen.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,