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20
Wed, Jan

Prima Domenica di Avvento (anno liturgico B): La nostra storia….

Il Vangelo della Domenica
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Ci è utile ripetere e riflettere su certi detti: la storia è maestra della vita, ma ha pochi discepoli. Ci sembra di rivivere la situazione di Isaia allorché, osservando l’agire del suo popolo, il profeta ne è profondamente amareggiato. Ingiustizie commesse tutti i giorni, allontanamento da Dio che aveva operato innumerevoli prodigi dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto e i vari interventi di ogni genere. Scaturisce dal profeta quindi l’invocazione accorata: “Tu, Dio, sei nostro padre e noi siamo opera delle tue mani, squarcia i cieli e discendi”. Questo grido non rimane inascoltato: 2000 anni fa Dio si è fatto uomo, operando prodigi ben superiori al passato. Guardandoci intorno, anche oggi ci vediamo immersi in un mondo poco entusiasmante. Si pratica e si crede ben poco alla giustizia. Si è persa la fiducia nella verità e ognuno la pensa a suo modo. Non c’è fiducia nell’avvenire e ci si abbandona all’immediato fruibile, consumabile, usa e getta. Col pensiero debole regna il nichilismo, il relativismo, l’inquietudine, l’indifferenza, la rinuncia a porsi la domanda sul senso e sulle ragioni ultime del vivere e del morire. Eppure rileggendo la storia vediamo che la società ne ha fatto di progressi! Valga su tutto il riconoscimento legale, universale della stessa dignità dell’essere umano, uomo o donna che sia, bianco o nero, di qualsiasi razza, lingua, religione, ideologia politica. A tutto ciò ha contribuito tanto l’annuncio del Vangelo! (papa San Giov. Paolo II) Penso di non esagerare dicendo che senza Gesù di Nazaret la storia dell’umanità sarebbe stata diversa, non certo migliore. Ne accenno il perché. Da sempre gli uomini hanno desiderato un mondo migliore, con più giustizia, con più rispetto per tutti! 2000 anni fa Gesù è stato riconosciuto come “uomo giusto e santo”, che “ha fatto bene ogni cosa”, ponendosi come modello di vita per tutti. Lungo i secoli molti lo hanno imitato; pensiamo ai Santi e ai tanti uomini e donne di buona volontà. Ammiriamo i progressi in ogni campo dell’agire umano. Il Vangelo ha dato un impulso formidabile a tale progresso. “Europa cristiana”, scriveva il grande e santo papa Giovanni Paolo II, “hai esportato un bagaglio di valori, che è diventato patrimonio universale”. L’invocazione di Isaia quindi con Gesù si è realizzata. L’apostolo Paolo ci rassicura: vivendo bene, non avremo da temere il nostro incontro finale con Gesù risorto; sarà l’incontro con lo sposo, come lo stesso Gesù più volte si era espresso. Riassumendo Alla crocifissione di Gesù “si fece buio su tutta la terra, ci fu un gran terremoto, le montagne si spaccarono, ecc.”. Nel 70 dopo Cristo, avvenne qualcosa di tremendo con la distruzione di Gerusalemme; situazioni simili, drammatiche si sono ripetute lungo i secoli con guerre e persecuzioni. A intendere bene, è la “fine del mondo” per quella generazione, per le varie generazioni. Noi, perseverando nel bene, salveremo la nostra vita; non finiremo nel nulla. Ringraziamo Gesù e facciamo tesoro del suo insegnamento! A M E N !
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista