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Fri, Oct

XXIX Domenica (Anno liturgico A). Di chi è quest’immagine…

Il Vangelo della Domenica
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Il tranello preparato a Gesù consisteva nel farlo compromettere con le sue stesse parole di risposta alla loro domanda: dicendo di “pagare le tasse a Roma”, si sarebbe inimicato il suo popolo; rispondendo di “non pagarle”, si sarebbe rivelato rivoluzionario da essere processato presso l’Imperatore. Ma Gesù va ben oltre la meschinità degli interlocutori e risponde con le ben note parole:
Di chi è quest’immagine?
e: Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Laici con una fede …
I Farisei e gli Erodiani, nemici tra loro ma uniti per mettere in difficoltà Gesù, parlano al Maestro pressappoco in questi termini: scendi dalle tue altezze, dai tuoi argomenti che a noi interessano così poco e occupati delle questioni vive del tempo e del tuo popolo; rispondi, impegnati, compromettiti.
Gesù risponde senza compromettersi ma richiamando tutti ad agire rispettando il proprio ambito senza mai oltrepassare il campo specifico. Se accettate per il vostro vivere la moneta dell’imperatore gli riconoscete l’autorità di gestire la cosa pubblica e quindi anche il diritto di raccogliere i tributi. “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.
Chi opera bene …
Israele ha avuto la tentazione di ritenersi il popolo di Dio chiuso in se stesso senza vedersi in missione di portare agli altri popoli quanto di luce riceveva da Dio. Dio gli fa capire che Lui avrebbe operato il bene anche per mezzo dei pagani come attraverso il re Ciro e Israele stesso ne avrebbe usufruito. Anche chi non conosce Dio può diventare strumento di bene per gli altri se si lascia guidare dall’amore e dalla retta coscienza.
La fede e le opere …
San Paolo scrive ai cristiani di Tessalonica, oggi Salonicco, ringraziando Dio e pregando per loro, ricordando l’operosità della fede, “la fede senza le opere è morta”, la fatica della carità e il rimanere forti nella speranza in Cristo Gesù. Riflettendo sulla parola immagine, attualizziamo la Parola di Dio. Di chi è quest’immagine?, chiese Gesù ai suoi interlocutori.
Lui, sempre unito al Padre, è l’immagine visibile dell’invisibile Dio; diceva infatti: “Chi vede me, vede il Padre”. Lui faceva quanto avrebbe fatto il Padre, Lui pensava come pensa il Padre. Noi, uniti a Gesù, dovremmo esserne l’immagine da poter dire: Chi vede noi vede Gesù, in quanto pensiamo, parliamo e operiamo come faceva Lui. Se non è cosi, dobbiamo farne di strada, dobbiamo convertirci; e questo è possibile. Amen!

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista