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Sat, Mar

IV Domenica di Quaresima. Come guarda Dio…, come guardiamo noi…

Il Vangelo della Domenica
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Gesù passando vide un uomo cieco fin dalla nascita e si fermò…; si fermarono con Gesù anche i suoi discepoli, che subito gli chiesero riguardo a quell’uomo: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché nascesse così ?”. A quei tempi si pensava che Dio castigasse in proporzione della colpa; la pensano così non pochi cristiani dei nostri giorni, allorché si dice: “Ma il tale che male ha fatto per subire tale sorte ?”. È una concezione sbagliata, addirittura offensiva nei riguardi di Dio, quasi che Egli stia spiandoci per castigarci per le nostre debolezze o cattiverie. Gesù non sopporta tale concezione e risponde categorico: “Né lui ha peccato, né i suoi genitori”. Dio non solo non infligge il male ai suoi figli, ma non è neppure indifferente ai tanti drammi. Gesù viene a salvare e a guarire; infatti, mentre i discepoli discutono se quel cieco è colpevole o meno, Gesù lo ama, gli si avvicina, lo tocca, gli dice cosa fare; e avviene la guarigione. Il cieco si lavò e tornò che ci vedeva. La guarigione avviene non per formule magiche, ma obbedendo alla parola di Gesù. Il cieco toccato dall’amore di Gesù divenne un uomo nuovo, si affezionò a Gesù, parlò bene di Lui, credette in Lui, adorandolo e ringraziandolo, tanto che alcuni addirittura dubitarono che fosse stato lui ad essere cieco, che prima chiedeva l’elemosina. In parole ancora più semplici e chiare dovremmo dire: Dio non manda la malattia, ma è vicino a chi soffre. Anche l’episodio del paralitico è un ulteriore esempio in tal senso: “Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: ti son perdonati i tuoi peccati”; poi Gesù operò anche la guarigione fisica. Gesù istituisce il Sacramento dell’Olio degli infermi per aiutare il malato; si amministra infatti il Sacramento dicendo: “Per questa santa unzione, e la sua piissima misericordia, ti aiuti il Signore col la grazia dello Spirito Santo; e, liberandoti dai peccati, ti salvi, e, nella sua bontà, ti sollevi”. Quanta serenità per il malato, sperimentando di non essere solo, di essere amato e perdonato da Gesù! Quanta fiducia nell’onnipotenza del Signore, che potrebbe operare anche la guarigione fisica, umanamente impossibile, e avendo il malato la certezza di una vita oltre la morte, come è già per il Cristo risorto. Questo ci ha rivelato Gesù! Quanti nostri fratelli inoltre starebbero meglio se, oltre ad essere amati da Dio, si sentissero amati da noi!
Concludendo
La luce del Signore ci è necessaria per non guardare superficialmente, per non fermarci all’apparenza, come ci esorta la Parola di Dio, ma guardare noi stessi, gli altri e Dio in profondità, comportandoci da figli della luce, nella bontà, giustizia e verità. Amen.

P. Nicola Fiscante, Redentorista