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26
Wed, Feb

V Domenica ordinaria (anno liturgico A) Per non sciupare la nostra esistenza…, luce del mondo, sale della terra…

Il Vangelo della Domenica
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Noi Cristiani non abbiamo una luce, una verità nostra, ma parliamo e diffondiamo la luce e la verità che ci ha trasmesso Gesù; già tanti secoli prima della nascita di Gesù il profeta Isaia proclamava: “Gerusalemme, splenderai della luce che viene a te dal tuo Signore”.

Quale luce…
Gesù nella sua predicazione ribadiva: “Io sono la luce del mondo; io sono la verità; io sono il vostro maestro e voi siete tutti discepoli”.
L’aveva compreso bene l’apostolo Paolo, che scriveva: “Io, o fratelli, non mi sono presentato a voi con sublimità di parola o di sapienza; io ritenni di non sapere altro se non Gesù Cristo, e Gesù Cristo crocifisso”. E ancora: “Fatevi miei imitatori in quanto io lo sono di Cristo”. Gesù Cristo getta una luce sul mondo, illumina la nostra esistenza. Gesù ci fa conoscere Dio: “Chi vede me, vede il Padre”; ci fa conoscere l’uomo: “La luce vera, quella che illumina ogni uomo, veniva nel mondo”. (Vangelo di San Giovanni) “Gesù, uomo perfetto, svela pienamente l’uomo a se stesso”. (Concilio ecumenico Vaticano II)
La parola “Luce” potremmo tradurla con Conoscenza; conoscenza di Dio, di noi stessi e del nostro futuro; una luce che si accende nella stanza buia della nostra esistenza;

Quale sale…
“sale” potremmo tradurlo con vita vissuta secondo l’insegnamento di Cristo, fatta di professionalità, di opere buone, che dà gusto e sapore a tutto il nostro vivere, diventando luce per questa umanità. Scendendo ai particolari il profeta Isaia precisa che “Il digiuno gradito e voluto da Dio” è un amore fattivo per il prossimo, per chi è in necessità; “l’equivalente di quanto hai risparmiato, digiunando, dallo ai poveri”, “ allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto”. In tal modo saremo luce che illumina la nostra esistenza, saremo sale che rimargina le ferite della vita. Anticamente non c’erano disinfettanti; si usava il sale per sanare le ferite, per conservare gli alimenti e altro, perché nulla si sciupasse, perché nulla andasse perduto.

In conclusione Siamo e abbiamo luce e sale per salvare la nostra vita e aiutare gli altri immersi in tante problematiche.
Il papa emerito Benedetto XVI diceva: “L’uomo incontra Dio, incontrando un uomo che ha già incontrato Dio”. È l’augurio e la preghiera di tutti noi perché tutto vada meglio. A M E N ! Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,