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Fri, Sep

XXIII Domenica (Anno Liturgico C). Gesù è con noi e ci parla …

Il Vangelo della Domenica
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“Una folla numerosa andava con Gesù …; Egli si voltò e disse loro …“ “Si voltò …”. Gesù non cessa di voltarsi verso le folle stanche e sfinite di questo nostro mondo; sono le folle di ieri, di oggi e di domani; e tra queste folle ci siamo noi.
Ogni volta che ci viene annunciato il Vangelo si realizza questo voltarsi e parlarci di Gesù.
Gesù è “Dio e uomo” e rappresenta la Verità, la giustizia: “Io sono la Verità”.
Andare dietro a Gesù, essere suoi discepoli, significa scegliere la verità con tutto ciò che ne consegue.
“Disse loro …”. Gesù fa un certo discorso, andando verso Gerusalemme, dove sarà messo in croce. A Gerusalemme, quel Venerdì Santo, Gesù dinanzi al Sommo Sacerdote afferma di essere Figlio di Dio; dinanzi a Pilato di essere Re e di essere nato per servire la verità. Poveri noi se Gesù, per paura di finire sulla croce, avesse taciuto la verità! E di chi altro mai avremmo potuto fidarci?!
Gesù mette la verità e la giustizia al di sopra di tutti e di tutto, anche al di sopra dei legami familiari, fosse pure tua madre, tuo padre, tua moglie, tuo figlio! Non puoi, ad esempio, giurare il falso per difendere uno dei tuoi familiari!
La giustizia. La giustizia che predica Gesù dilata mente e cuore di tutti noi.
Si nasce tutti con la stessa dignità; la schiavitù l’hanno inventata gli uomini …!
L’apostolo Paolo scrive a Filemone, padrone di schiavi, rimandandogli lo schiavo Onesimo, che era fuggito, dicendo che lo accogliesse non più come schiavo, ma come fratello carissimo, come avrebbe accolto lo stesso apostolo, che gli era così caro.
In tal modo prima Gesù, poi Paolo di Tarso, svuotano la schiavitù dal di dentro, senza correre il rischio di essere accusati quali sabotatori di leggi, rivoluzionari.
Dio, facendosi uomo, si è reso visibile; in Gesù Dio ci ha fatto conoscere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, i suoi progetti dall’eternità e per l’eternità. Se Dio non si fosse fatto uomo sarebbe rimasto invisibile ed inimmaginabile; invece ha voluto essere immaginato, ha voluto essere veduto, ha voluto essere compreso.

In conclusione A ragione possiamo e dobbiamo dire che, dopo aver conosciuto Gesù, conosciamo Dio, ne conosciamo pensieri, progetti e sentimenti.
Dio ne sia ringraziato a nostra salvezza! Amen.

Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista