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Sun, Aug

XVIII Domenica (anno liturgico C) I BENI TERRENI VISSUTI SAGGIAMENTE

Il Vangelo della Domenica
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Ripercorrendo le pagine del vangelo vediamo tutta la saggezza dell’insegnamento di Gesù. Ci viene narrato che due fratelli chiedono a Gesù di intervenire per una questione di eredità. È risaputo che tanti familiari di fronte ai testamenti e divisioni ereditarie si guardano con ostilità, pronti a prevaricare l'uno sull'altro per accaparrarsi la parte migliore. Gesù si rifiuta di intervenire a questo livello; Egli interviene sui cuori, non sull'eredità. Il vero problema non è nelle cose, ma in noi che dobbiamo liberarci da ogni egoismo. Gesù raccomanda: "tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni". La felicità è ben altro!
La parabola del ricco, che finalmente pensa di godersela, ne è chiara illustrazione. Egli ha fatto tutti i calcoli, ma ha omesso di pensare al giorno e all'ora della morte. Tutti sappiamo che morendo non ci porteremo nulla, se non l'amore e il bene che abbiamo operato. Scrive l'apostolo Paolo nella Lettera ai Colossesi: "pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra". Le cose di lassù sono l'amore e le opere buone. I beni materiali sono utili per l’eternità se sono sottomessi all'amore e alla condivisione, se sono vissuti in maniera non egoistica, se, guardandoci attorno, allunghiamo la mano per soccorrere il bisognoso. In tal modo non avremo divisioni e scontri, ma costruiremo una vita più solidale e più felice per noi e per gli altri.
“Vanità di vanità…”
La salute, il lavoro, la cultura, il benessere economico, lo sport, la famiglia, gli amici, sono tutti valori meravigliosi, ma non sono degli assoluti, perché prima o poi ci mancheranno. Il figlio, il padre, la madre, e altri della famiglia, e così il lavoro, lo sport, lo svago, e tutto il resto, non sono il “tutto” della vita; vanno visti e vissuti in contemporanea e alla luce della fede che spalanca il cielo sopra di noi, dilata gli orizzonti della nostra vita oltre il Venerdì Santo, allorché col Mattino di Pasqua, questi “valori”, appena assaporati, li ritroveremo per viverli in pienezza per l’eternità. E non diremo: “tutto è vanità”, ma “tutto è bello”, e lo sarà per sempre, come è per il Cristo risorto. Così crediamo, così vogliamo vivere, così sia.

A M E N !

Padre Nicola, sacerdote redentorista,