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DIES, Agenzia di stampa della CISL sarda.

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Rinviata la mobilitazione di CGIL CISL UIL. La prossima iniziativa potrebbe essere lo sciopero generale regionale, se dalla Giunta non arriveranno segnali di apertura al confronto con i sindacati (DIES 44/2021)

CAGLIARI - La «zona arancione» ha “risparmiato” alla Giunta la mobilitazione regionale di lavoratori e pensionati, che CGIL CISL UIL avevano ormai pronta e definita nei particolari. Un’iniziativa che potrebbe trasformarsi in uno sciopero regionale se il Presidente Solinas e la Giunta non decideranno di discutere con il sindacato una serie di problemi fondamentali per lavoratori e pensionati, addirittura decisivi per lo sviluppo dell’Isola.
Per il 26 marzo, infatti, il sindacato aveva prenotato otto piazze dei principali centri dell’Isola: a Cagliari (Piazza del Carmine), Sassari (Piazza Italia), San Gavino Monreale (Piazza Marconi), Tortoli-Arbatax (Aeroporto), Carbonia (Piazza Roma), Nuoro (Piazza Satta), Oristano (Piazza San Martino) e, infine, Olbia. Tutte pronte per accogliere, secondo le regole del distanziamento sociale anticovid, migliaia di lavoratori. Un appuntamento solamente rinviato per i Segretari generali Michele Carrus (CGIL), Gavino Carta (CISL), Francesca Ticca (UIL) che lunedì 22 marzo, nel corso di una conferenza stampa nel salone “Sechi” della CISL territoriale di Cagliari, hanno illustrato ai giornalisti le ragioni della mobilitazione.
«Da tempo chiediamo alla Giunta regionale e al suo Presidente - hanno detto Carrus, Carta e Ticca - un vero e costante confronto con il sindacato e con le parti sociali sulle scelte per lo sviluppo economico e sociale dell’Isola, sulle misure di sostegno ai lavoratori, ai soggetti più deboli e alle famiglie, e sul complesso degli interventi di sostegno alle attività economiche in crisi, da effettuare in questa difficile fase di emergenza. È inoltre indispensabile che si discuta con i vertici della Regione sulla programmazione delle risorse ordinarie e di quelle aggiuntive messe a disposizione dallo Stato e dall’UE per la ripresa, e sulle riforme necessarie ad ammodernare e rendere più efficienti i servizi pubblici universali e l’amministrazione regionale. Si tratta infatti di beni comuni e del futuro di tutti i sardi».
«Siamo stati tagliati fuori dai temi economici», ha aggiunto il Segretario generale CISL Gavino Carta: «Due manovre finanziarie, l’anno scorso e quest’anno, e nemmeno un minuto di confronto con la Giunta. Siamo stati esclusi anche da tutto ciò che è correlato con la pandemia, quindi organizzazione sanitaria, prevenzione, assistenza. Sulla grande risorsa del RECOVERY PLAN abbiamo appreso che hanno spedito tutto al Governo ma senza nessuna interlocuzione col sindacato».
Sulla mancanza di confronto della Giunta con le OO.SS. insiste anche Michele Carrus che spera in un’interlocuzione col Presidente della Regione prima che CGIL CISL UIL siano costrette allo sciopero generale. «Non è sicuramente normale che organizzazioni che in Sardegna rappresentano più di 400 mila persone - dice il Segretario generale CGIL - non vengano ascoltate nelle scelte che riguardano la lotta all'emergenza e, soprattutto, le prospettive per il nostro futuro».
«I sindacati confederali sono responsabili - dice Francesca Ticca, Segretaria generale UIL - e in un momento come questo, in cui anche la Sardegna torna in area arancione, non potevamo pensare a una manifestazione. L'andamento generale e la sicurezza sanitaria ci preoccupano: qualsiasi atto per far ripartire l'economia e la qualità della vita in Sardegna è legato alle vaccinazioni».
In 14 punti la piattaforma sindacale:
• adeguate misure di sostegno a favore del mondo del lavoro, a iniziare dai lavoratori più colpiti dalla crisi e con perdita del reddito e del lavoro, in tutti i campi d’attività.
• Immediata predisposizione del Piano regionale di utilizzo delle risorse in capo al PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e in rapporto ai Fondi strutturali e alle altre risorse provenienti dallo Stato, con il coinvolgimento del sindacato e delle forze sociali.
• Rafforzamento degli interventi contro le povertà.
• Interventi di coesione e inclusione sociale che guardino davvero ai soggetti e ai territori più deboli.
• Rafforzamento delle politiche e delle misure a favore della filiera della formazione e dell’istruzione.
• Investimenti consistenti sul servizio sanitario regionale, sul personale, sui servizi ospedalieri e della medicina territoriale, ad iniziare dalle misure di gestione dell’emergenza e delle fasi di rapido recupero alla normalità, con l’abbattimento delle liste d’attesa per tutte le prestazioni sanitarie e socio sanitarie.
• Rafforzamento degli interventi a favore degli anziani e delle aree della disabilità e della non autosufficienza, soprattutto sul versante dei servizi territoriali e familiari, rafforzando anche le professionalità necessarie a interventi coordinati e integrati.
• Potenziamento dei servizi di trasporto interno e definitiva soluzione dei problemi della continuità territoriale aerea e marittima, insieme a un piano di accelerazione delle opere nelle infrastrutture della rete viaria e ferroviaria, sui nodi e sul sistema portuale e aeroportuale.
• Adeguate e lungimiranti politiche industriali ed energetiche, anzitutto di difesa e ripartenza dei presidi industriali esistenti.
• Rilancio della ricerca scientifica, di base e applicata.
• Una politica di governo del territorio democratica e rispettosa del paesaggio e dei suoi beni culturali.
• Riforme vere e partecipate.
• Una programmazione economica e finanziaria al passo con i tempi e con gli obiettivi più avanzati di crescita sostenibile e inclusiva.
• Una politica e un progetto di riequilibrio territoriale (aree interne, coste, città e comuni minori) dentro una nuova programmazione dello sviluppo della regione.
Primo sciopero lavoratori Amazon. Buona partecipazione in Sardegna (DIES 45/2021)

CAGLIARI - Anche in Sardegna, come nel resto d’Italia, c’è stata un’alta adesione allo sciopero, il primo della storia di Amazon nel nostro paese, proclamato da CGIL CISL UIL trasporti.
«Non possiamo stabilire con esattezza il numero degli aderenti allo sciopero perché tra CGIL CISL UIL e Amazon le relazioni sindacali sono pressochè inesistenti. Il deposito di Elmas, l’unico di Amazon in Sardegna, impiega 300 lavoratori, di cui una sessantina appartengono - dice Alessio Aresu, Segretario regionale FELSA CISL - alla categoria dei somministrati, cioè utilizzati dentro il deposito, ma non contrattualizzati direttamente da Amazon, compresi tutti gli autisti dipendenti da aziende esterne anche nei casi in cui consegnano con i mezzi marchiati Amazon Prime”. Anche nel deposito di Elmas bisogna fare chiarezza e dare certezze su turni, carichi e ritmi di lavoro, riduzione dell'orario di lavoro dei driver, clausola sociale e continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali."
«Lo sciopero è stato proclamata unitariamente da FILT-CGIL FIT-CISL e UILtrasporti a livello nazionale perché - spiega Corrado Pani, Segretario generale aggiunto FIT-CISL Sardegna - la trattativa con Assoespressi sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon si è interrotta bruscamente a causa dell'indisponibilità dell'associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato, che chiede di verificare l’organizzazione dei turni, dei carichi e ritmi di lavoro imposti, ridurre l'orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali».
Trasporti. FIT-CISL: scade il 15 giugno 2021 il termine ultimo per partecipare al concorso nazionale «Nico Piras - Sono stato io» sul rispetto dei mezzi pubblici (DIES 46/2021

CAGLIARI - «Registriamo che a Roma si verificano aggressioni agli autobus di linea e ai loro autisti: sono gli ennesimi episodi e sono gravissimi. Ricordiamo che come FIT-CISL, con l’obiettivo di promuovere la cultura della sicurezza e conseguentemente tutelare le operatrici e gli operatori del trasporto pubblico locale, abbiamo organizzato un concorso per educare bambini e ragazzi al rispetto dei mezzi pubblici e di chi vi opera». È quanto dichiara la FIT-CISL, spiegando che: «Il termine ultimo per partecipare al concorso nazionale “Nico Piras - Sono stato io”, giunto alla quarta edizione con il patrocinio del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile e la collaborazione del Ministero dell’istruzione, è stato prorogato al 15 giugno 2021». In questa quarta edizione, gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado sono chiamati a presentare fumetti e/o spot audio-video che approfondiscano il tema del rispetto dei mezzi pubblici di trasporto, in modo da capire l’importanza che questo riveste per l’intera società.
Per i migliori lavori sono previsti buoni libri per un valore che va dai 250 ai 500 euro, mountain bike e notebook per le scuole. Tutte le informazioni e il bando sono pubblicati sul sito www.sonostatoio.com. Nico Piras, dirigente sardo del sindacato trasporti CISL, è stato Segretario territoriale FIT del Sulcis-Iglesiente, quindi Segretario regionale della categoria, componente della segreteria nazionale e Segretario generale nazionale della FIT, è morto prematuramente mentre ricopriva questo incarico.
Covid 19. I pensionati incontrano Presidente e Capi gruppo del Consiglio regionale (DIES 47/2021)

CAGLIARI - «Le porte della Sardegna sono tradizionalmente aperte a tutti, ma in questa particolare emergenza chiediamo al Presidente della Regione e alle istituzioni di mettere in atto tutte le iniziative per tutelare le popolazione dell’Isola dai rischi di un incontrollato e non governato arrivo di turisti da altre regioni, che potrebbe compromettere la situazione, sempre a rischio della Sardegna nonostante l’attuale classificazione di «regione bianca»”.
Anche questa preoccupazione è entrata nel “pacchetto” di problemi presentato il 17 marzo scorso dai Segretari regionali dei pensionati SPI-CGIL (Marco Grecu), FNP-CISL (Alberto Farina) e UIL Pensionati (Maria Giuseppa Spezziga) al Presidente Michele Pais e ai Capi gruppo del Consiglio regionale nel corso di un incontro al termine del presidio organizzato dai sindacati sotto il palazzo del Consiglio in via Roma.
«Il Presidente e i Capi gruppo hanno ascoltato le nostre richieste e proposte - dicono i tre Segretari dei pensionati - per migliorare e preservare la vita di una larga parte della popolazione sarda, la più debole ed esposta ai rischi della pandemia».
Marco Grecu, Alberto Farina e Maria Giuseppa Spezziga hanno richiamato l’attenzione del Presidente Pais e dei Capi gruppi «sulla necessità di accelerare le operazioni di vaccinazione degli anziani e sui ritardi e le disfunzioni che in Sardegna lasciano al momento senza copertura vaccinale oltre 80 mila ultraottantenni».
«Se non si muore di covid si può morire a causa dei problemi creati dal covid, come il blocco delle visite specialistiche negli ospedali. La maggior parte dei nostri iscritti - hanno anche detto i sindacalisti ai rappresentanti del Consiglio regionale - non dispone delle risorse economiche per rivolgersi alla medicina privata per le visite specialistiche e strumentali. I conseguenti ritardi nei controlli possono far evolvere negativamente le patologie più gravi».
I sindacati hanno richiamato l’attenzione del Presidente Michele Pais e dei Capi gruppi su due altri problemi: ruolo dei medici di base e protocollo d’intesa sull’organizzazione delle RSA. «I medici di base - hanno detto Marco Grecu, Alberto Farina e Maria Giuseppa Spezziga - possono svolgere un ruolo determinante nell’ accelerare le vaccinazioni e, perfino, farle a domicilio per i pazienti allettati. A tal fine auspichiamo che l’Assessore chiuda al più presto gli accordi con la categoria. Per quanto riguarda le RSA, per molti mesi l’anello più debole nella lotta di contrasto al coronavirus, abbiamo chiesto un Protocollo d’intesa, come fatto da molte altre regioni, che consenta e regolamenti le visite dei parenti».
COVID 19. Farina (FNP-CISL): «Conciliare turismo e prevenzione coronavirus. Regole per evitare vaccinazioni a persone non in stato di necessità» (DIES 48/2021)

CAGLIARI - «È possibile salvare salute pubblica e turismo e anche dare un’accelerazione decisa alla vaccinazione degli over 80 e 70, categorie statisticamente più a rischio di non reggere alle conseguenze di un eventuale contagio da covid 19. I sardi subiscono, in qualche momento anche drammaticamente, gli effetti di carenze organizzative nelle azioni di contrasto alla pandemia». Secondo il Segretario generale della FNP Sardegna Alberto Farina, è possibile conciliare le urgenti azioni di contrasto al coronavirus e il turismo, risorsa fondamentale per la Sardegna. «Si può fare - spiega il sindacalista dei pensionati sardi - attivando stretti controlli sull’avvenuta vaccinazione per i passeggeri sia in partenza dagli aeroporti di Milano e Roma sia in arrivo a Cagliari, Olbia e Alghero. Medesimo controllo per passeggeri e autotrasportatori in arrivo nell’Isola su navi di linea da tutti i porti italiani. Certificati di vaccinazione devono far parte integrante del biglietto di viaggio. Tutti i turisti interessati a trascorrere le vacanze nell’Isola devono sapere che senza adeguata documentazione anticovid, da fare in arrivo o in partenza, non si potranno raggiungere seconde case in Sardegna».
Per quanto riguarda gli over 80, «la FNP denuncia ancora una volta che il sistema sanitario regionale, messo in campo per contrastare il coronavirus, continua ad accumulare ritardi. La FNP-CISL, inoltre, attende ancora dalla Regione azioni concrete per creare in tutte le RSA situazioni psicologiche e affettive migliori (vicinanza dei familiari) per gli assistiti, situazioni compromesse da coronavirus».
Francesco Piras nella segreteria territoriale FNP Cagliari (DIES 49/2021)

CAGLIARI - Francesco Piras è il nuovo componente della FNP-CISL di Cagliari. È stato eletto nei giorni scorsi durante il Consiglio generale territoriale convocato dalla Segretaria generale, Maria Bonaria Atzori, e presieduto dal Segretario generale regionale Alberto Farina. Nella relazione introduttiva, letta alla presenza del Segretario generale della CISL di Cagliari, Mimmo Contu, Atzori ha delineato il quadro generale della situazione del sindacato dei pensionati durante l’emergenza pandemica, che ha condizionato non poco l’attività sindacale. «Abbiamo voluto e fatto in modo, anche in collaborazione con gli enti CISL di servizio, soprattutto CAF e INAS, di rimanere al fianco dei lavoratori, cercando di supportarli in tutte le necessità acuite dal coronavirus», ha detto Maria Bonaria Atzori. Francesco Piras, 65 anni, si è formato nel sindacato dei lavoratori agricoli, forestali e dell’agroindustria: delegato sindacale, componente della segreteria provinciale di Cagliari, Segretario generale territoriale dopo l’ingresso di Mariano Murtas nella segreteria regionale guidata da Antonio Uda. Segretario generale regionale della FAI-CISL Sardegna per sei anni, Piras nel 2016 è stato eletto nella segreteria regionale confederale guidata inizialmente da Ignazio Ganga e negli ultimi tre anni da Gavino Carta.
La segreteria territoriale FNP è ora composta da Maria Bonaria Atzori (Segretaria generale), Francesco Piras (Segretario) e Roberto Sarritzu (Segretario).
Sicurezza Alimentare. Adiconsum: «Inconcepibile la depenalizzazione della norma che punisce chi vende cibo avariato» (DIES 50/2021)

ROMA - Sarà depenalizzato il reato che punisce con la denuncia, l’arresto, la chiusura del negozio o dello stabilimento o la revoca della licenza, chiunque non rispetti le norme igieniche per la conservazione dei prodotti alimentari o venda cibi avariati, scaduti, alterati, pericolosi per la salute umana.
Tutto questo è inconcepibile - dichiara Andrea Di Palma, Segretario di Adiconsum nazionale - Mai avremmo immaginato, soprattutto alla luce delle drammatiche conseguenze dell’attuale pandemia, che si sarebbe arrivati a cancellare una norma che si è dimostrata in questi anni un efficace deterrente contro le frodi alimentari, garantendo la sicurezza e la salute delle persone, soprattutto in un Paese con un “Made In” conosciuto in tutto il mondo e con il maggior numero di prodotti con marchio di qualità DOC, DOP, IGP, ecc..
Il mancato rispetto delle norme igieniche e della vendita di cibi non rispondenti alle norme di salubrità non può essere affidato ad una sanzione al massimo di 3.000 euro - afferma Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale - Sappiamo bene che una semplice multa amministrativa, tra l’altro di valore modesto a nostro avviso, farebbe perdere qualsiasi potere deterrente nella lotta alle frodi alimentari, per non parlare delle gravi conseguenze cui verrebbero esposti i consumatori di ogni fascia di età.
Ecco perché - conclude De Masi - chiediamo al Parlamento di correggere subito il decreto legislativo 27/2021.
Contratto edilizia, via libera alla piattaforma unitaria dei sindacati. Il rinnovo interessa 1 milione di addetti (DIES 51/2021)

ROMA - Più formazione, più sicurezza, più benessere, più qualificazione professionale, più trasparenza e legalità, giusto salario. Queste le parole d’ordine della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dell’edilizia, che l’Assemblea dei quadri e delegati Feneal Filca Fillea ha approvato all’unanimità. Si è concluso positivamente, in tutti i territori, il percorso di informazione e consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, che hanno espresso il loro voto sulle proposte unitarie attraverso le assemblee svoltesi nel corso dell’ultimo mese, in parte in presenza, in parte in modalità telematica.
Tra le proposte più importanti, anche in coerenza con i recenti accordi dell’11 dicembre e del 22 gennaio per una maggiore occupazione nelle opere pubbliche nel pieno rispetto dei contratti edili, c’è sicuramente il contratto di cantiere da applicare a tutti coloro che svolgono lavorazioni edili, per garantire gli stessi diritti e le stesse tutele ed evitare fenomeni di dumping contrattuale. Sul piano della regolarità chiediamo maggiori vincoli e verifiche, come l’obbligo della denuncia in Cassa edile per ogni singolo cantiere, così come quello del cartellino di riconoscimento per ogni addetto. Ed ancora regolamentazione dello smart working per gli impiegati, qualificazione dei livelli più bassi, attenzione ai lavoratori immigrati, per assicurare che diritti e tutele riguardino tutti senza alcun tipo di distinzione. Revisione dell’inquadramento per rendere il settore attrattivo anche per i giovani e lotta al sotto inquadramento, più formazione e sicurezza per rendere il cantiere un luogo sempre più sicuro e garantire formazione e crescita professionale con l’aumento del contributo a carico delle aziende e il rafforzamento delle visite tecniche di cantiere, l’estensione delle “16 ore di formazione prima dell’assunzione” e la sorveglianza sanitaria per tutti i lavoratori.
Fondamentali, poi, le richieste sul piano della contrattazione di II livello, della congruità, della regolarità e della lotta al dumping. Per questo il sindacato chiede un aumento dello 0,70 di versamenti a carico azienda, l’aumento delle diverse indennità contrattuali e un aumento di 100 euro al parametro 100.
Gli anziani sardi al tempo del covid. In un'indagine Eurispes comportamenti e rinunce degli over 65 nei mesi di lockdown (DIES 52/2021)

CAGLIARI - Gli anziani sardi non guardano al futuro con gli occhiali rosa. Un anno di covid 19 ha lasciato il segno e ridotto la dote di ottimismo degli over 65. Il 44,6% delle “penne bianche” isolane non ritiene che dopo la fine della pandemia coesione e solidarietà saranno più forti. Le donne sono più pessimiste (46,75%) degli uomini (41,3%). La percentuale sale addirittura all’80,6% se si aggiunge la quota delle persone (36,0%) convinte che tutto rimarrà come oggi, insomma che da questa crisi non si uscirà - come vuole Papa Francesco - migliori.
È uno dei risultati rivelati dall’indagine sulla condizione degli ultra 65enni nel periodo del coronavirus in Sardegna, realizzata dall’Eurispes e il CIF Sardegna, in partenariato con CSV Sardegna Solidale e IFOS e con il contributo dell’ Assessorato regionale alla programmazione. Un’indagine sui primi tre mesi di lockdown non solo opportuna, ma anche necessaria per illuminare la situazione di un categoria - quella dei nonni - che all’ondata di contagi e di morti ha pagato il prezzo più alto. Lo dicono i numeri: nel 2019 (quindi senza covid 19) in Sardegna ci sono stati 17.003 morti, 18.994 nel 2020. Raffrontando la media dei primi 10 mesi del quinquennio 2015/2019 - pari a 1.302 morti - col dato medio dei defunti del 2020, cioè 1.595, si rivela un aumento medio di 293 morti, dovuti senza ombra di dubbio al passaggio dell’epidemia. Il raffronto dei defunti degli anni 2019 e 2020 dà questi risultati: gennaio 2020 (-4,1% rispetto allo stesso mese del 2019); febbraio (-1,2% sul 2019), marzo (+11,8%), aprile (+11,8%), maggio (-1,0%), giugno (-2,0%), luglio (+6,95), agosto (+ 9,75), settembre (+12,9), ottobre (+22,5).
Il lockdown non ha lasciato il segno solamente nelle anagrafi comunali. Si vede dai risultati dell’indagine riguardanti il concetto di benessere non solo da un punto di vista prettamente fisico (come l’accesso a cure e servizi e l’efficienza della medicina territoriale), ma anche psicologico, aspetto da non sottovalutare visto che le statistiche parlano chiaramente di incremento, nel corso del 2020, del ricorso al sostegno psicologico, anche attraverso i farmaci, per tutte le fasce d’età e, in particolare, per quelle che si trovano agli antipodi: i più giovani e i più anziani.

QUALITÀ DELLA VITA DEGLI OVER 65 IN SARDEGNA - La qualità degli spazi abitativi è stata fondamentale durante il lockdown di marzo, aprile e maggio 2020. La maggioranza del campione (64%) rappresentativo, formato dai 969 ultra65enni distribuiti in tutta l’Isola, vive in abitazioni con più di tre stanze, mentre solo l’11,2% ha uno/due vani rispetto ai servizi e cucina, mentre più del 60% ha a disposizione un giardino privato o condominiale.
Per quanto riguarda la socialità, le misure di contenimento hanno reso più dura e problematica la quarantena di chi vive da solo: difficoltà per l’acquisto di generi di prima necessità e farmaci, o l’accesso all’assistenza sanitaria territoriale. “Soprattutto hanno risentito - dice Alberto Farina, Segretario generale della FNP Sardegna - del blocco e del rinvio delle visite specialistiche: per certe patologie i controlli periodici sono necessari, forse anche vitali. Molti anziani li hanno rinviati per l’impossibilità economica di rivolgersi ai privati”. Dall’indagine emerge che, durante la quarantena dei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, ha potuto usufruire dell’assistenza sanitaria territoriale per patologie non legate al covid 19 “mai” un intervistato su quattro (25,3%), “qualche volta” il 24,4%, raramente l’11,7%. Solo il 17,1% degli utenti ha beneficiato di assistenza sanitaria territoriale nonostante l’emergenza.

LOCKDOWN DA SOLI OPPURE CON PARENTI - Il 15,2% degli over 65 sardi - non sono pochi - ha trascorso tale periodo da solo. Il 45,1% con il/la coniuge o il/la convivente. Il 23,8% ha potuto contare sulla presenza dei figli, il 6,4% dei fratelli o delle sorelle, il 5,7% dei nipoti, l’1,8% di altri parenti, mentre il 2% ha trascorso la quarantena con altre persone che non fossero parenti.
Grazie alla tecnologia, durante il primo lockdown, il 70,1% ha dichiarato di aver avuto contatti con persone esterne al proprio nucleo familiare soprattutto attraverso telefono e videochiamate, tramite internet e interazioni su social network il 16,1% del campione. Il 3% ha frequentato locali pubblici e il 2,9% il posto di lavoro.

LE EMOZIONI PROVATE DAGLI ANZIANI - Provando a tracciare e caratterizzare le emozioni provate durante il lockdown di marzo, aprile e maggio scorsi, l’affermazione più condivisa è stata quella che lamentava la mancanza di momenti di aggregazione con amici e parenti (31%), seguita dalla limitazione della propria libertà (29,2%). Il 14,8% degli intervistati ha provato un senso di solitudine e isolamento. Più che l’angoscia da isolamento e la solitudine, gli anziani hanno sofferto la mancanza di momenti aggregativi e il cambiamento nelle proprie abitudini, inteso come privazione della propria libertà. Solo una persona su quattro (25%) non ha riscontrato alcun cambiamento nelle proprie abitudini o addirittura ha colto il lato positivo dell’esperienza, dedicandosi ad attività altrimenti trascurate.
Nell’indagine Eurispes sul benessere psicologico degli over 65 sardi, un intervistato su tre (33,7%) dice di aver “estremamente” e “molta” paura di perdere la vita a causa del covid 19. Per quanto riguarda, invece, gli stati d’animo messi a dura prova dallo stress generato dalla pandemia, il 9,1% si sente “estremamente”, “molto” (14,9%) o “abbastanza” (24,8%) più nervoso del solito, sebbene la percentuale più alta (28,7%) comprenda chi si dichiara “poco” più nervoso del solito. Rispetto a prima, si spaventa facilmente o viene preso dal panico (estremamente, poco o abbastanza) il 32,4% degli intervistati, mentre la maggioranza (67,6), su questo punto, è poco o per niente spaventata o presa dal panico.
“In linea di massima, si può affermare - dicono i ricercatori - che paure e stress sono legati maggiormente alla possibilità effettiva di contagio e al pensiero ricorrente dell’emergenza sanitaria, tema proposto quotidianamente dai mezzi di informazione o fulcro dei discorsi”.
L’istituto Eurispes ha indagato sulla permanenza dei disturbi dell’umore anche al termine delle misure adottate fino al maggio 2020. Dopo il lockdown, ha avuto problemi di ansia, insonnia e tono dell’umore “mai” (29,6%) o “raramente” (27,6%) più della metà del campione. I disturbi permangono, invece, “qualche volta” per il 26% dei rispondenti, “spesso” per il 13,9% e “sempre” per il 2,9%. I numeri indicano uno scenario tendenzialmente stabile.

L’APPROVVIGIONAMENTO DI BENI E SERVIZI - La ricerca Eurispes ha chiesto anche agli over 65 se durante il periodo di lockdown nella primavera del 2020 hanno usufruito dei servizi messi a disposizione da volontari, associazioni o esercizi commerciali, come il recapito a domicilio di farmaci o generi alimentari. Benché siano servizi pensati soprattutto per anziani e persone in difficoltà, il 70,2% degli intervistati dichiara di non averne usufruito, il 15,2% ne ha usufruito qualche volta, il 6,5% raramente, il 5,6% spesso. Il 2,5% degli intervistati ha invece dichiarato di non essere stato a conoscenza di tale servizio.

PROMOSSA L’AZIONE DEL PRECEDENTE GOVERNO NELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA - Più della metà degli intervistati (63,5%) esprime un parere positivo sulla gestione dell’emergenza di marzo 2020 da parte del Governo: i provvedimenti adottati sono stati “abbastanza efficienti” per il 50,4% di essi, “tempestivi e adeguati” per il 13,1%. Il 20,6% del campione denuncia invece provvedimenti “contraddittori, confusi”, per l’11,6% “inadeguati e insufficienti”, mentre il 4,3% lamenta provvedimenti “troppo restrittivi”. La gestione dell’emergenza è stata, tutto sommato, promossa; meno la comunicazione nel corso di tutto l’anno che gli over 65 hanno avvertito soprattutto come contraddittoria e confusa.

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