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Cagliari. Il Comitato esecutivo Cisl Sarda sollecita politiche adeguate per fermare la disgregazione sociale

Politica Regionale
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In Sardegna ci sono evidenti segnali di disgregazione sociale. Si chiamano: mancanza di lavoro, allargamento del fenomeno della povertà e della marginalità sociale, progressivo ed allarmante calo demografico e desertificazione delle nostre comunità dell’interno dell’isola. Il Comitato Esecutivo della Cisl, riunito ieri a Paulilatino, Cisl ha chiesto interventi perché questo fenomeno sia arginato con ogni mezzo.
“In particolare - ha detto il segretario generale, Gavino Carta nella relazione introduttiva - occorre che la Sardegna con le sue Istituzioni più rappresentative a partire dalla Presidenza della Giunta si faccia interprete di una nuova stagione dell’autonomia promuovendo un più forte ed efficace rapporto con lo Stato e con la stessa Unione Europea, declinando inoltre la sua specialità sul versante interno con un diverso disegno dei poteri locali, assecondando un processo di decentramento e promozione della partecipazione delle comunità e delle organizzazioni di rappresentanza ed in definitiva degli stessi cittadini sardi”.
Il comitato esecutivo ha quindi sottolineato alcuni punti prioritari d’intervento, sui quali promuovere un positivo cambiamento della Sardegna:

1.POLITICHE DEL LAVORO e la rivendicazione di riforme di terza generazione per puntare sulla qualità del lavoro, sulla formazione e sull’apprendimento continuo, incentivando il lavoro stabile e promuovendo l’accesso all’occupazione per le categorie sociali svantaggiate, e tutelando quanti hanno perso il posto di lavoro.

2.SPECIALITA’ E AUTONOMIA – Le riforme istituzionali, per riscrivere il nuovo Statuto e rivedere i rapporti con lo Stato, avviando anche la riforma della Regione (maggiore efficienza ed efficacia), la riforma dell’Ente intermedio e una nuova ripartizione di funzioni, compiti, poteri e risorse alle autonomie locali e ai territori.

3.POLITICHE SOCIALI E SANITARIE e dell’inclusione sollecitando, l’avvio di tutti gli strumenti di programmazione di settore e un vero e proprio piano per combattere le vecchie e le nuove povertà.

4.POLITICHE DELLA FORMAZIONE E DELLA SCUOLA – Le politiche per la formazione professionale, la scuola, l’università, la ricerca, dare loro maggiori risorse e una nuova legislazione di settore.

5.RIEQUILIBRIO TERRITORIALE – (aree interne, città, comuni minori, coste) nell’ambito di una nuova programmazione dello sviluppo regionale in un progetto di nuova integrazione tra aree, individuando opportunità e strumenti operativi per favorire un vero e proprio sistema regionale.

6.LE POLITICHE PER L’IMPRESA –ribadendone la centralità, ma soprattutto del territorio e di quanti vi operano, proponendo un sistema bancario e creditizio adeguato ai bisogni del sistema economico e delle persone, il rilancio degli strumenti della programmazione territoriale per accompagnare un nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile che valorizzi in primo luogo le produzioni specifiche e caratteristiche dell’Isola.

7.LE INFRASTRUTTURE MATERIALI E IMMATERIALI – Utilizzando al meglio l’apporto delle risorse del Quadro Comunitario di Sostegno, e non solo, per imprimere un’accelerazione al superamento di alcuni punti di debolezza e diseconomia delle imprese esistenti, favorendo l’incentivo e nuove localizzazioni; In particolare agire quindi sulla questione energetica, dei trasporti interni e della continuità territoriale, della rete telematica, delle Poste e tlc, degli assetti idrici dell’isola.

8.IL DIRITTO ALLA MOBILITA’ – La continuità territoriale e la mobilità interna ed esterna delle persone e delle merci.

9.POLITICHE DELLO SVILUPPO E DI SETTORE – Favorendo il rilancio delle attività industriali e manifatturiera, dell’agricoltura e dell’allevamento, la difesa e l’innovazione del tessuto industriale esistente, l’equilibrio e la crescita armonica dei vari settori, lo sviluppo del turismo e l’integrazione con l’agroalimentare e altri settori strategici; la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi più importanti.

10.LA SARDEGNA E L’EUROPA – Il rapporto con l’Unione Europea e il riconoscimento dell’insularità che rappresenta un altro obiettivo strategico per lo sviluppo.

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