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Carbonia. Con un “marameo” il sindaco Massidda porta in segreteria l’ex contendente di Unidos Andrea Corda.

Politica Locale
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La notizia che il sindaco Paola Massidda ha scelto come addetto alla segreteria Andrea Corda, candidato alle scorse comunali come sindaco della lista di Unidos, è una di quelle che francamente nessuno si aspettava. E, dal tenore delle reazioni, emerge uno sconcerto che va a tutto merito di chi tale scelta spiazzante ha voluto compiere. Già il fatto che la giunta avesse bandito una selezione per un ruolo di staff del sindaco aveva suscitato le critiche dell’opposizione: la mossa spiazzante di Massidda e del M5S ha consentito solo l’irrompere di insinuazioni che, francamente, stanno in piedi né poco né punto. La realtà è che l’amministrazione comunale ha condotto in porto una procedura che si annunciava spinosa, proprio perché tutti gli avversari si aspettavano una scelta “casalinga”: anzi, ascoltate certe prediche mal riposte, v’è da pensare che qualcuno non aspettasse altro. Invece, il – absit iniuria verbis – “marameo” firmato Massidda ha costretto i critici a cambiare l’argomento polemico ma con una notevole perdita di efficacia. La scelta di Corda è avvenuta dopo il vaglio di curriculum e l’effettuazioni di un colloquio, dopo i quali le caratteristiche del prescelto sono state ritenute idonee alle esigenze dell’amministrazione. E, almeno su questo, pare che non vi siano dubbi: laurea, premi in concorsi di giornalismo a livello nazionale, attività giornalistica svolta a livello locale. Ma la questione invece era ed è e sarà – non si crede per chissà quanto tempo – il fatto che un sindaco abbia nominato fra i suoi più stretti collaboratori un suo contendente alla carica di primo cittadino. E allora vale davvero la pena di ricostruire i fatti per quello che sono e non per quello che vorrebbero fossero taluni orfanelli di un mondo meraviglioso che non è mai esistito. Corda diventa oggi componente della segreteria del sindaco di Carbonia perché chi lo ha scelto lo ha giudicato in grado di svolgere tale ruolo e anche i critici, perfino l’ex sindaco Giuseppe Casti, non riescono a non riconoscergli tale qualità. Il problema invece consiste nel fatto che egli abbia partecipato alla campagna elettorale come pretendente al seggio di primo cittadino per la lista di Unidos. Casti insinua addirittura che nell’episodio vi sia la spiegazione del fatto che, al ballottaggio, tanti voti siano approdati a Massidda e ne abbiano consentito la vittoria. Davvero, le proporzioni della sconfitta di Casti non consentono minimamente di poter dare credito a una versione così, con rispetto parlando, immaginaria. E il dato – il numero! – che più di tutti smentisce la comoda (per lui e i suoi supporter) versione dei fatti è quello che narra come l’ex sindaco, fra il primo e il secondo turno, abbia perso parecchi consensi: li vada a contare, se – e se ne comprende le cause – nel frattempo ne avesse perso la memoria. Ciò detto, di fronte alla scelta di Corda, si registra, sul web, una serie di prese di posizione di adepti al M5S parecchio critiche. Attacchi palesano un’appartenenza ad una frangia grillina dura e intransigente, tra l’altro ormai – vedi certe scelte compiute da Virginia Raggi a Roma – appalesatasi quanto meno obsoleta. Non si può nascondere, per altro, che il modus operandi del M5S di Carbonia abbia saputo mostrarsi, perfino “ante litteram”, libero da certe “liturgie” procedurali di marca “non-statutaria”, il che ha consentito di bruciare i tempi ed arrivare in fondo ai momenti cruciali senza dovere per forza ricorrere a superflue forme di democrazia più o meno diretta. La stessa indicazione della candidatura di Paola Massidda non ha necessitato di click sul Blog ma è stata decisa attraverso percorsi di dibattito decisamente più propri dei tanto criticati “partiti”. E pure quest’ultima scelta, così spiazzante tanto da essere oggetto di spunti critici tanto “in casa” quanto “fuori casa”, mostra ancora una volta la capacità dei Cinque Stelle di Carbonia e della sua leadership di tenersi fuori dalle querimonie della prima ora senza che ciò abbia subito le tenute reprimende provenienti dall’alto del Movimento. Forse, chissà, proprio di quest’aspetto dovrebbe meditare la classe politica sconfitta e tutta la vasta area di opposizione: del fatto che il M5S, da queste parti, abbia mostrato un’elasticità procedurale che, mentre potrebbe favorire la maggioranza, rischia di spiazzare le minoranze. Soprattutto quelle che credono di potere recuperare terreno con il solo argomento dell’esperienza: proprio quella che non ha regalato loro neppure uno zero virgola. Né al primo né al secondo turno.
Giovanni Di Pasquale

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