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Carbonia. Al Teatro Centrale la musica e le parole di Gianmaria Testa raccontate da Giuseppe Cederna in “Da questa parte del mare”

Spettacolo
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“Da questa parte del mare" è il libro della vita di Gianmaria Testa, arrivato in libreria, purtroppo postumo, il 19 aprile 2016, per Giulio Einaudi Editori con prefazione di Erri De Luca: il cantautore piemontese se n’era andato appena due settimane prima, dopo aver combattuto con un male rivelatosi incurabile. È il racconto dei pensieri, delle storie, delle situazioni che hanno contribuito a dar vita ad ognuna delle canzoni dell'album omonimo, premiato nel 2007 con la Targa Tenco come miglior lavoro discografico dell’anno, ed è anche, inevitabilmente, il racconto dell’artista stesso e delle sue radici. È il racconto dei grandi movimenti di popolo di questi anni, ma è anche il racconto delle radici e della loro importanza. Radici che non sono catene, ma sguardi lunghi. Giuseppe CedernaÈ il libro con cui Testa si è congedato in pace, dopo una vita in cui, da capostazione a Cuneo, è diventato un cantautore dapprima famoso solo in Francia e poi apprezzato anche nel suo paese. È un patrimonio di riflessioni umanissime, senza presunzioni di assolutezza. Un distillato di parole preziose che riesce a restituirci ancora e per sempre la voce di Gianmaria. È uno sguardo lucido, durato più di 20 anni, sull’oggi. Una lingua poetica, affilata, tagliente, insieme burbera ed emozionata. Il volume è diventato uno spettacolo teatrale vero e proprio, che ancrà in scena l’8 marzo, al Teatro Centrale, alle ore 21.45, nel quadro della rassegna Cedac patrocinata dall’amministrazione comunale. A portarlo in scena sarà Giuseppe Cederna (nella foto) che più volte ha condiviso il palcoscenico con il cantautore e che con lui ha condiviso, soprattutto, una commossa visione del mondo. Attore conosciuto dal pubblico del cinema e della televisione (è stato nel cast di “Mediterraneo”, il film di Gabriele Salvatores premiato con l’Oscar e in diverse fiction del piccolo schermo, tra cui “1992” e “1993”, nei quali ha interpretato la parte del procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli), ha nel suo curriculum diverse esperienze teatrali in particolare reading con musica, così come nel caso dello spettacolo in questione. Giorgio Gallione, altro amico di Testa, cura la regia provando a tradurre in linguaggio, immagini e forma teatrali, parole pensate per la pagina scritta, ma dense di sonorità e musica.«”Da questa parte del mare” – così viene illustrato lo spettacolo – è un viaggio struggente, per storie e canzoni, sulle migrazioni umane, ma anche sulle radici e sul senso dell’ “umano”. Un piccolo e intensissimo libro più potente di mille chiacchiere. Babasunde, che ha perso il suo nome. Rrock Jakaj, violinista di Scutari. E poi quella ragazza intirizzita che cammina verso la stazione. E Tinochika, che si è aggrappato con tutto se stesso allo sguardo di una donna. Gianmaria Testa è ritornato, nell’occasione in veste non di cantautore ma di scrittore, sul tema delle migrazioni contemporanee. E lo ha fatto senza retorica e con il solo sguardo sensato: raccontando storie di uomini e donne».

Giovanni Di Pasquale

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