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Cagliari. Immigrazione, blitz Polizia. Sette persone arrestate. Gestivano le traversate per il Sulcis

Cronaca Regionale
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Maxi blitz della Polizia di Stato a Cagliari contro l'immigrazione clandestina. Sono sette le persone arrestate: cinque algerini, un marocchino e una donna italiana, nell'operazione denominata "Doppio cielo". Sono tutti accusati di aver favorito l’immigrazione clandestina dall'Algeria.

Le indagini della Squadra mobile, coordinata dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini, sono partite a seguito degli ultimi sbarchi di algerini avvenuti nelle scorse settimane lungo le coste sud occidentali della Sardegna. A capo dell'organizzazione ci sarebbe un algerino, sposato con una italiana (anche lei arrestata) e da anni residente in Italia.

L'algerino e gli altri complici fornivano di documenti falsi i connazionali che partivano da Annaba per aiutarli a lasciare la Sardegna. Venivano a volte avvisati dell'arrivo del barchino con i migranti, oppure il capo veniva contattato telefonicamente anche da sconosciuti affinché desse assistenza agli algerini. In cambio riceveva cento euro per un documento falso, ma per le altre prestazioni, dall'accoglienza all'assistenza per lasciare il territorio, il tariffario era più alto.

DOCUMENTI FALSI PRONTI AL LORO ARRIVO - Consegnava agli algerini appena sbarcati nel Sulcis un documento falsificato che permetteva loro di rimanere per due mesi nel territorio italiano, un documento identico a quello che viene consegnato ai richiedenti asilo, l'algerino residente ad Assemini (Cagliari), Nabil Sadki, 30 anni, considerato il capo dell'organizzazione sgominata oggi dalla squadra mobile di Cagliari, con la collaborazione delle squadre mobili di Roma, Sassari e Nuoro e del Reparto operativo della Guardia di finanza del Capoluogo sardo.

In manette con Sadki, in Italia da oltre dieci anni, la moglie Simona Durzu, cagliaritana di 35 anni, il fratello Ramzi Sadki, 24 anni, residente a Roma; Najm Eddine Boumelit, conosciuto come "Mommo" sempre residente a Cagliari; Otman Kadimi, marocchino 24enne, che abita a Fertilia (Sassari), Mohamed Ali Khannoufi, 26 anni, algerino residente a Capoterra (Cagliari), ed un algerino di 17 anni. L'accusa contestata per tutti è favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma anche ricettazione, truffa e altri reati contro il patrimonio.

INDAGINI SCATTATE A DICEMBRE - Le indagini sono partite a dicembre dopo la denuncia per ricettazione di Nabil Sadki, considerato il capo dell'organizzazione, e l'arresto di altri suoi tre connazionali sbarcati da poco in Sardegna per furto in un negozio del centro a Cagliari. Gli agenti si sono insospettiti per la presenza di un algerino stanziale sul territorio e hanno deciso di approfondire gli accertamenti.

Hanno così scoperto che Nabil Sadki forniva agli algerini che arrivano nel Sulcis i documenti falsi per spostarsi sul territorio, documentazione che stampava personalmente a casa. In cambio si faceva pagare dai 100 ai 400 euro, il denaro veniva accreditato tramite Western Union a nome della moglie Simona Durzu. Il denaro, è stato accertato dalle indagini, arrivava dall'Italia, ma anche da Francia, Svizzera e Olanda. Ma non solo. L'algerino con l'aiuto dei complici si occupava anche dei trasferimenti.

Ad accompagnare i migranti prima in Corsica e poi a Marsiglia era Najm Eddine Boumelit conosciuto come "Mommo" che controllava anche la presenza dei controlli agli imbarchi. Il fratello di Nabil Sadki a Roma, invece, teneva i contatti con l'Algeria e inoltre stava pensando di diversificare le sue attività mettendo a segno reati contro il patrimonio. Alcuni degli algerini a cui Nabil Sadki aveva fornito i documenti, nel corso dei mesi, si sono resi responsabili di furti e rapine perché dovevano recuperare anche il denaro da pagare per essere aiutati.

ANSA

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