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Sant'Anna Arresi-Teulada. Scoprire se stessi e gli altri con il teatro, il progetto “La Via delle Storie”

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Giunge agli esiti finali “La Via delle Storie”, laboratorio teatrale realizzato dalla compagnia di Carbonia La Cernita con 14 classi elementari e medie dell’istituto comprensivo “Cossu” di Sant’Anna Arresi e Teulada, finanziato con i fondi del bando “Progetto Scuola” istituito dalla Fondazione di Sardegna per l’anno scolastico 2017-2018: l’ente scolastico è partner del progetto insieme al comune di Sant’Anna Arresi e alla stessa compagnia La Cernita Teatro.

«Il percorso laboratoriale – spiegano gli organizzatori del progetto – si è proposto l’obiettivo di educare alla narrazione creativa, stimolando i bambini e i ragazzi a raccontare sé stessi utilizzando un linguaggio artistico espressivo per tradurre le proprie emozioni. Esprimersi liberamente nella fase di costruzione della propria identità significa vivere ed esternare il proprio spazio interiore, le proprie emozioni, e contemporaneamente far affiorare alcuni nodi conflittuali senza dover necessariamente viverne le eventuali conseguenze spiacevoli. Il lavoro, con i linguaggi artistici propri della metodologia didattico-teatrale, permette di instaurare un rapporto non esplicitamente terapeutico ma che comunque mostra una continua tensione evolutiva verso il benessere individuale, scolastico e sociale. La produzione di storie ha poi evidenziato una serie di temi chiave all’interno dei gruppi: amicizia, storia del gruppo, sentimenti, amore, bullismo, violenza, unione di gruppo, dialogo, risorse alternative. Da tali materiali sono emersi gli elementi narrativi che hanno poi portato ai “copioni” finali, tutti diversi quanti erano i gruppi all’interno di ogni classe e questo per ogni classe che ha partecipato al progetto laboratoriale». Particolarmente importante è stata la presenza delle insegnanti, figure di riferimento che bambini e ragazzi conoscono nel quotidiano e che risultano essere elementi preziosi di continuità tra la didattica consueta e le attività extra.

«Il bullismo – sostiene Paolo Meloni, dirigente del “Cossu” – è solo la punta dell’iceberg. Oggi il vissuto quotidiano di adolescenti e preadolescenti si consuma in una dimensione isolata, chiusa in sé. I social e l’omologazione mediatica producono individui poco abituati a interfacciarsi concretamente, a sperimentarsi l’un l’altro nel rapporto faccia a faccia. Nella scuola secondaria, dove si è lavorato per classi aperte, durante il laboratorio i ragazzi, partendo dal racconto delle proprie emozioni (paure, desideri...), hanno creato un gruppo intimo, senza filtri sociali, senza maschere. Hanno scoperto o perlomeno “assaggiato” la scoperta di sé e degli altri. In alcuni casi l’espressione concreta del sé è stata quasi un coming out. Altro elemento positivo del progetto è stata la ricaduta sul comportamento dei ragazzi e sui loro genitori, che hanno avuto la possibilità di assistere alla rappresentazione dello spettacolo finale, leggendolo come un copione quasi “intimo” nato dai bambini e dai ragazzi come racconto del laboratorio. Espressione di sé, emozione e inclusione sono insomma la chiave di lettura del percorso».

La Cernita Teatro ha maturato un’esperienza quadriennale con il progetto “Per una pedagogia del teatro sociale”, realizzato con il finanziamento del comune di Sant’Anna Arresi nella scuola primaria. È da tale esperienza che è nata “La Via delle Storie”, che Fabio Diana, vicesindaco di Sant’Anna Arresi, ha sostenuto sin dal suo esordio: «I bambini, i ragazzi e i genitori sono entusiasti del progetto, iniziato con un laboratorio aperto e poi portato nelle scuole. Auspico che l’esperienza della “Via delle Storie”, in virtù del grande significato che ha rivestito nell’offrire un linguaggio per l’espressione autentica dei nostri adolescenti e preadolescenti, si estenda ad altri centri del territorio».

D’altronde, non da oggi, i problemi della scuola, in Sardegna, generano un forte allarme: «Il mondo della scuola – sottolinea la Fondazione di Sardegna – evidenzia difficoltà che richiedono energia e impegno collettivi, capaci di invertire le tendenze negative degli ultimi anni. Hanno assunto carattere di emergenza alcuni deficit storici, tra i quali la dispersione scolastica, che, accompagnandosi a fenomeni socio-demografici quali lo spopolamento delle zone interne e dei piccoli centri, sta generando una realtà dalle prospettive allarmanti». Per contrastare tali fenomeni la Fondazione, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, seleziona proposte progettuali di istituti scolastici di ogni ordine e grado della Sardegna caratterizzate da soluzioni efficaci e sostenibili in un percorso operativo di misure concrete.

Giovanni Di Pasquale

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