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Il dato rinfrancante è che il punto nascite nel Sulcis-Iglesiente non si tocca: alla luce dei 508 parti del 2015, si rispetta pienamente lo standard di 500 imposto dal Ministero. Ma tutto questo non ci basta: occorre stabilire una sede eletta, tra Carbonia e Iglesias, che soddisfi le esigenze della popolazione del territorio. E per fare ciò è necessario considerare un insieme di fattori che invece sembrano essere stati ignorati dal Commissario straordinario della Asl 7 Antonio Onnis, indirizzato verso il CTO di Iglesias. Una preferenza, questa, incoerente rispetto alle esigenze dei cittadini della provincia.

Il bacino più ampio, infatti, è il Basso Sulcis (circa 50mila abitanti), un’area molto più vicina all’ospedale Sirai di Carbonia (dove attualmente è attivo il punto nascite); mentre Iglesias, sede prescelta per il futuro, si trova in prossimità di Cagliari, città alle cui strutture sanitarie tanti cittadini del Sulcis già si rivolgono. Il risultato della decisione del Commissario, approvata dall’assemblea dei sindaci fatta eccezione per il voto contrario del comune di Carbonia, è che il Basso Sulcis risulta isolato.

Ma non bastano le rassicurazioni del primo cittadino di Carbonia Giuseppe Casti a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale; né può bastare ad Antonio Onnis la decisione di optare per Iglesias perché supportata dal voto favorevole dell’Assemblea dei sindaci, in quanto si tratta di un organismo che non ha gli strumenti utili per assumere una decisione corretta e libera da condizionamenti.

Qui non si tratta di fare una discussione campanilistica, un tira e molla tra i due principali comuni del territorio. Qui si tratta di guardare alla realtà dei fatti, osservando i numeri e la provenienza delle donne che si apprestano a dare alla luce i propri figli. E a ben vedere, se si considerano i fattori determinanti la scelta, Carbonia sarebbe la valutazione più logica. Ma è evidente che la lotta tutta interna al Partito democratico non consente di operare la scelta più giusta, logica e condivisibile da chiunque abbia il coraggio di spogliarsi dai condizionamenti di sorta. Auspico una seria analisi dei fatti affinché si possa giungere a una opzione condivisa e coerente con le aspettative del Sulcis-Iglesiente.

Ignazio Locci

Consigliere regionale Forza Italia Sardegna


Garanzia Giovani registra un imbarazzante flop certificato dai numeri, ma la Giunta regionale mistifica la realtà nel maldestro tentativo di nascondere il fallimento delle Politiche del lavoro attuate fino a oggi. Domani si terrà a Cagliari una conferenza-passerella sull’attuazione del Programma Garanzia Giovani dal titolo “Dalla Garanzia per i giovani alla Garanzia per tutti. I servizi del lavoro come diritto”

“Sul problema dell’edilizia scolastica l’ex Presidente della Regione Ugo Cappellacci farebbe bene a tacere per evitare di cadere nel ridicolo e far riaffiorare alla memoria dei cittadini il triste ricordo della passata legislatura, caratterizzata da false promesse ed incompiute e dalla totale assenza di azioni e di progetti che riguardano in particolare la Scuola e la riqualificazione degli edifici scolastici” dichiara Pietro Cocco Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale.

“Esprimo grande soddisfazione, ha dichiarato Franco Sabatini, per il voto di ieri del Senato che ha approvato il disegno di legge di iniziativa del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per superare formalmente le province. E’ un voto che consente a quella regione di poter esercitare pienamente le prerogative statutarie in materia di organizzazione degli Enti Locali .
Dal punto di vista politico colgo nel voto del Senato il consolidamento di un orientamento che da per acquisito il superamento del livello istituzionale provinciale che sarà sancito con l’approvazione della riforma istituzionale del Senato e del titolo v della costituzione.
Ma il voto del Senato – continua il presidente della Commissione bilancio - ci interessa direttamente perché spiana la strada anche al disegno di legge di iniziativa del Consiglio regionale sardo approvato il 24 settembre 2013 che modifica l’art 43 del nostro Statuto per dare alla nostra regione la piena potestà in tema di ordinamento degli Enti Locali.
Esprimo l’auspicio che il disegno di legge che ci riguarda possa essere incardinato nei lavori della Camera e rapidamente approvato, come è avvenuto per la legge della regione Friuli.
Per questo è necessario recuperare una forte cooperazione e unità di intenti tra deputati e senatori sardi e Giunta regionale.
Solo con una pressione congiunta dei parlamentari sulla presidenza delle Camere e della la giunta sul governo per ottenerne il sostegno politico possiamo ottenere che il disegno di legge venga incardinato nei lavori della Camera e rapidamente approvato.
Questo consentirebbe – sottolinea Sabatini- di svelenire il clima attorno al disegno di legge della giunta di riforma dell’ordinamento degli Enti Locali, “consentendo di mantenere le province storiche , in regime commissariale e con il solo obiettivo di definire il passaggio delle competenze e delle risorse ai Comuni e/o alle forme associative tra Comuni, sino all’entrata in vigore della legge di modifica dello Statuto”.

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