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 Un monito al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, con un appello deciso e chiaro: <<Si porti subito in aula la mozione sulla vertenza riguardante le fasce retributive dell’Azienda sanitaria del Sulcis Iglesiente, per dare le risposte immediate ai lavoratori delle strutture ospedaliere e mediche che si ritagliano sul territorio>>.

A fronte dei 36,5 milioni di euro stanziati dal Piano Sulcis per incentivi alle imprese, dopo un’interminabile attesa solo 6,5 milioni vengono messi a disposizione: la montagna partorisce il topolino. Come mai una cifra cosi esigua rispetto alla somma iniziale? Domanda legittima, giacché sorge il dubbio che si voglia utilizzare la tecnica delle piccole somme per controllare politicamente il flusso dei finanziamenti, e creare così nuovi padroni politici.

Il dato rinfrancante è che il punto nascite nel Sulcis-Iglesiente non si tocca: alla luce dei 508 parti del 2015, si rispetta pienamente lo standard di 500 imposto dal Ministero. Ma tutto questo non ci basta: occorre stabilire una sede eletta, tra Carbonia e Iglesias, che soddisfi le esigenze della popolazione del territorio. E per fare ciò è necessario considerare un insieme di fattori che invece sembrano essere stati ignorati dal Commissario straordinario della Asl 7 Antonio Onnis, indirizzato verso il CTO di Iglesias. Una preferenza, questa, incoerente rispetto alle esigenze dei cittadini della provincia.

Il bacino più ampio, infatti, è il Basso Sulcis (circa 50mila abitanti), un’area molto più vicina all’ospedale Sirai di Carbonia (dove attualmente è attivo il punto nascite); mentre Iglesias, sede prescelta per il futuro, si trova in prossimità di Cagliari, città alle cui strutture sanitarie tanti cittadini del Sulcis già si rivolgono. Il risultato della decisione del Commissario, approvata dall’assemblea dei sindaci fatta eccezione per il voto contrario del comune di Carbonia, è che il Basso Sulcis risulta isolato.

Ma non bastano le rassicurazioni del primo cittadino di Carbonia Giuseppe Casti a pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale; né può bastare ad Antonio Onnis la decisione di optare per Iglesias perché supportata dal voto favorevole dell’Assemblea dei sindaci, in quanto si tratta di un organismo che non ha gli strumenti utili per assumere una decisione corretta e libera da condizionamenti.

Qui non si tratta di fare una discussione campanilistica, un tira e molla tra i due principali comuni del territorio. Qui si tratta di guardare alla realtà dei fatti, osservando i numeri e la provenienza delle donne che si apprestano a dare alla luce i propri figli. E a ben vedere, se si considerano i fattori determinanti la scelta, Carbonia sarebbe la valutazione più logica. Ma è evidente che la lotta tutta interna al Partito democratico non consente di operare la scelta più giusta, logica e condivisibile da chiunque abbia il coraggio di spogliarsi dai condizionamenti di sorta. Auspico una seria analisi dei fatti affinché si possa giungere a una opzione condivisa e coerente con le aspettative del Sulcis-Iglesiente.

Ignazio Locci

Consigliere regionale Forza Italia Sardegna


Garanzia Giovani registra un imbarazzante flop certificato dai numeri, ma la Giunta regionale mistifica la realtà nel maldestro tentativo di nascondere il fallimento delle Politiche del lavoro attuate fino a oggi. Domani si terrà a Cagliari una conferenza-passerella sull’attuazione del Programma Garanzia Giovani dal titolo “Dalla Garanzia per i giovani alla Garanzia per tutti. I servizi del lavoro come diritto”

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